MIFA 2021, i pitch online di Annecy guardano al Cile e alla Nigeria

Per il secondo anno i progetti in cerca di partner al mercato di Annecy si presentano in video. Tra i più interessanti, molte produzioni 2D cilene e i primi lungometraggi nigeriani.

Impérial Palace of Annecy 2019
Immagine: Tiia Monto · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Un video di pochi minuti, registrato in uno studio o in salotto, al posto della sala piena di produttori e distributori. Per il secondo anno consecutivo i pitch del MIFA, il mercato internazionale che affianca il festival di Annecy, si sono svolti online. Il festival, tornato in parte in presenza, si è tenuto dal 14 al 19 giugno, ma la vetrina dei progetti in sviluppo è rimasta sulla piattaforma digitale. Il risultato è un catalogo che chiunque abbia l'accredito può sfogliare con calma, e che quest'anno racconta molto bene dove sta andando l'animazione fuori dai paesi tradizionalmente forti.

Il Cile disegna

Il programma di partenariato dedicato al Cile ha portato a Annecy sette progetti, quasi tutti in 2D e quasi tutti pensati per bambini e famiglie. È un dato che dice qualcosa di un paese che negli ultimi anni ha costruito una piccola ma vivace industria dell'animazione.

Tata Miguel di Tomás Montalva, prodotto da Llolleo Creativo e Osobuco, è un lungometraggio su un vecchio pescatore malato che parte alla ricerca dell'amore della sua giovinezza insieme alla nipote di otto anni, in un viaggio che comincia dal porto di San Antonio. Il design, pulito ed espressivo, sembra fatto apposta per la televisione internazionale. El club de jardinería di Bambú Orellana, una serie prodotta da Typpo Creative Lab, segue tre bambini di nove anni che difendono il verde della loro città da un costruttore senza scrupoli a colpi di giardinaggio clandestino.

Il progetto graficamente più ambizioso è Historias clandestinas di José María González, prodotto da Cusicanqui Films. Tratto da un romanzo a fumetti, intreccia la storia di un padre e di un figlio tra il presente e gli anni della dittatura di Pinochet, e si presenta con disegni monocromi, fitti di tratteggi incrociati, che ricordano l'incisione. È il tipo di lungometraggio per adulti che il mercato europeo cerca sempre più spesso, ma che resta difficile da finanziare.

Nigeria, i primi passi

L'altro paese al centro dell'attenzione è la Nigeria, oggetto di un focus speciale a Annecy e al MIFA, in un'edizione che ha dedicato largo spazio all'animazione del continente africano. Tra i progetti presentati c'è Animah's Journey di Brian Olaolu Wilson (Zero Gravity Studios), la storia di una ragazzina di undici anni costretta a fuggire dal villaggio dopo un attacco di Boko Haram, che per affrontare il trauma immagina gli uomini armati come spettri. Il design dei personaggi guarda dichiaratamente allo stile di Cartoon Saloon.

Artifacts di Stanlee Ohikhuare (Mighty Jot Studios) parte invece da un'idea molto contemporanea: un falso manufatto africano stampato in 3D a Parigi finisce in un museo nigeriano e cerca di confondersi tra i pezzi autentici. Dietro la commedia c'è il tema delle antichità africane sottratte e conservate nei musei di tutto il mondo. Più cupa e ironica Locked Down, serie di Oyinkan e Temidayo Odunlami, in cui delle spore misteriose trasformano le persone in capre zombie e cinque adulti si ritrovano chiusi in un bunker insieme a una capra.

I lungometraggi d'autore

Tra i progetti di lungometraggio internazionali, c'è Flow del lettone Gints Zilbalodis, coprodotto con la francese Sacrebleu Productions, il secondo film dopo Away: un gatto solitario che parte all'avventura con altri animali. Zilbalodis lavora in computer grafica e rendering in tempo reale, quindi fuori dal nostro campo, ma dopo il successo di Away il nuovo progetto merita attenzione. Dall'Iran e dal Canada arriva The Dragon's Treasure di Ashkan Rahgozar, due ragazzi alle prese con la siccità e con i qanat, gli antichi acquedotti sotterranei iraniani, raccontati con personaggi che di nuovo richiamano la scuola irlandese.

Il segno di una tendenza

Buona parte dei progetti emergenti sceglie il disegno, e molti citano apertamente Cartoon Saloon come modello, e il dato non è casuale. Per gli studi emergenti dell'Africa e dell'America Latina il 2D rimane la via più sostenibile per costruire un'identità visiva riconoscibile con budget limitati, e l'esempio irlandese dimostra che si può arrivare lontano partendo da un piccolo studio di provincia. Il MIFA online, con tutti i suoi limiti, ha avuto almeno il merito di rendere visibile questa geografia nuova.

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