Lo studio d'animazione MGM, Tom e Jerry, Tex Avery e una velocità mai vista
La casa del leone ruggente arrivò tardi al cartone animato, ma in vent'anni produsse un gatto e un topo da sette Oscar e le gag più veloci di Hollywood.

Il gatto insegue il topo, il topo scappa, qualcosa va storto e il gatto si ritrova appiattito come una frittella, o con la testa a forma di padella, o con i denti che cadono come tasselli di un mosaico. Tom e Jerry si basano su uno schema semplice, quasi primordiale. Fra il 1940 e la metà degli anni Cinquanta questo schema ha dato alla Metro-Goldwyn-Mayer sette Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione. Nessuna serie con protagonisti fissi ha mai superato quel risultato.
Un inizio difficile
La MGM, la più ricca e prestigiosa delle major, entrò nel campo dell'animazione con un proprio studio nel 1937. Fino ad allora aveva distribuito cartoni prodotti da altri, fra cui quelli di Ub Iwerks e di Hugh Harman e Rudolf Ising. La direzione fu affidata a Fred Quimby, un dirigente con esperienza commerciale e scarsa conoscenza dell'animazione.
I primi anni non furono brillanti. Lo studio provò a portare sullo schermo la striscia a fumetti The Captain and the Kids, senza grande successo. Alcuni cortometraggi di Harman e Ising erano ben fatti, raffinati, ma poco divertenti. Uno di loro, The Milky Way di Ising, vinse comunque l'Oscar nel 1941, interrompendo la serie di vittorie Disney.
Hanna e Barbera
La svolta arrivò da due artisti della squadra, William Hanna e Joseph Barbera. Nel 1940 diressero Puss Gets the Boot, in cui un gatto di nome Jasper cerca di catturare un topo senza rompere nulla in casa. Il film fu candidato all'Oscar. Quimby, secondo le testimonianze, non era convinto di proseguire, ma la reazione del pubblico e degli esercenti lo spinse a dare il via a una serie. Gatto e topo furono ribattezzati Tom e Jerry.
Il metodo era rigoroso. Barbera, disegnatore veloce, sviluppava le storie e le gag. Hanna curava il tempo e la regia, e coordinava gli animatori. Quasi niente dialogo, molta musica. Le colonne sonore di Scott Bradley, ricche e orchestrali, seguivano l'azione nota per nota e davano ai cortometraggi un carattere quasi da balletto.
Gli Oscar arrivarono uno dopo l'altro, a partire da The Yankee Doodle Mouse del 1943. Fra i più citati ci sono The Cat Concerto, in cui Tom esegue una rapsodia di Liszt al pianoforte, e The Two Mouseketeers, ambientato nella Francia dei moschettieri.
Una nota sulla mamma di casa
Nei primi anni la padrona di casa, di cui si vedevano solo le gambe, era una domestica afroamericana disegnata secondo stereotipi tipici dell'epoca. In seguito le scene furono ridoppiate o modificate per la televisione. Le edizioni moderne dei cortometraggi includono spesso avvertenze sul contesto storico.
L'arrivo di Avery
Nel 1941 la MGM assunse Tex Avery, reduce dalla Warner. Con mezzi maggiori di quelli avuti prima, Avery spinse il suo stile all'estremo. I suoi cortometraggi MGM sono fra i più veloci e deliranti mai prodotti a Hollywood. Gli occhi dei personaggi schizzano fuori dalle orbite, le mascelle crollano a terra, le leggi della fisica vengono sospese per una battuta.
Red Hot Riding Hood del 1943 rifà Cappuccetto Rosso come una cantante di night club e un lupo che perde la testa per lei, ed ebbe problemi con la censura. Nello stesso anno nacque Droopy, un cane basso e malinconico che parla a voce bassissima e compare sempre dove non dovrebbe. In King-Size Canary del 1947 un gatto, un cane, un topo e un canarino si contendono una bottiglia di fertilizzante crescendo a turno fino a superare le dimensioni della Terra.
Avery lavorò per la MGM fino ai primi anni Cinquanta. Il suo umorismo ha influenzato generazioni di animatori e di comici.
La chiusura
Come per la Warner, il declino arrivò con la televisione e l'aumento dei costi. La MGM chiuse lo studio d'animazione nel 1957. Hanna e Barbera, rimasti senza lavoro, fondarono una propria società e si dedicarono alla televisione, dove avrebbero costruito un impero.
Tom e Jerry tornarono più volte. Nei primi anni Sessanta Gene Deitch ne realizzò una serie a Praga, con uno stile molto diverso. Poi Chuck Jones ne firmò un ciclo per la MGM. Nessuna delle due versioni ebbe la forza di quelle originali, che restano il punto più alto dello studio del leone.


