Il castello di Cagliostro, il Lupin gentiluomo del primo film di Miyazaki

Nel 1979 Miyazaki debutta alla regia di un lungometraggio con un ladro già famoso, trasformandolo in un eroe romantico. Un film d'avventura che ha anticipato molto del cinema Ghibli.

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Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

La prima scena dura pochi minuti. Lupin e Jigen escono di corsa da un casinò di Monte Carlo con un bottino enorme, lo lanciano dal finestrino dell'auto in fuga e lo guardano volare. Le banconote sono false. Sono soldi perfetti, troppo perfetti, e portano a un minuscolo principato europeo. Comincia così Lupin III - Il castello di Cagliostro, primo lungometraggio diretto da Hayao Miyazaki, uscito in Giappone nel dicembre 1979.

Un Lupin diverso

Il personaggio di Lupin III nasce nel 1967 dal manga di Monkey Punch, pubblicato su una rivista per adulti. È un ladro cinico, donnaiolo, a volte crudele. La prima serie televisiva, del 1971, ne mantiene in parte il tono. Miyazaki e Takahata vi lavorano come registi per una parte degli episodi, ammorbidendo il protagonista.

Nel film del 1979 Miyazaki va molto oltre. Il suo Lupin è un gentiluomo malinconico, quasi un cavaliere. Molti anni prima, da ragazzo, è stato salvato da una bambina, Clarisse, e ora che la ritrova promessa sposa contro la sua volontà al conte di Cagliostro decide di liberarla senza chiedere nulla in cambio. Le gag restano, così come gli inseguimenti e i travestimenti, ma il sentimento cambia tutto.

Un film d'avventura

Il castello di Cagliostro è prima di tutto un film d'azione costruito con un'inventiva continua. Alcuni momenti sono rimasti celebri tra gli appassionati.

  • L'inseguimento in auto su una strada di montagna, con la piccola Fiat 500 di Lupin che si arrampica sulle pareti rocciose.
  • Il salto sul tetto del castello, con Lupin che corre lungo una falda inclinata e vola verso la torre dove è rinchiusa Clarisse.
  • L'orologio finale, con gli ingranaggi giganti che diventano un campo di battaglia.
  • L'apertura del lago, che rivela un'antica città romana sommersa.

La direzione dell'animazione è affidata a Yasuo Ōtsuka, maestro dell'animazione meccanica e collega di Miyazaki dai tempi della Toei. L'attenzione ai veicoli, al peso e alla meccanica dei movimenti si deve molto a lui.

Le radici europee

Miyazaki ha più volte riconosciuto l'influenza del film francese La bergère et le ramoneur di Paul Grimault, poi rielaborato in Le Roi et l'oiseau, sul suo modo di immaginare il castello. Torri verticali, passaggi segreti, trappole e un tiranno chiuso nella sua fortezza sono elementi che rimandano direttamente a quel modello. Il principato, con il lago, il castello e i borghi, è un'Europa sognata e piena di dettagli, come accadrà in molti film Ghibli.

Clarisse, poi, anticipa le protagoniste dei film successivi. È gentile ma determinata, e nel finale prende decisioni da sola.

Dall'insuccesso al culto

All'uscita il film non ebbe un grande successo commerciale in Giappone. Il pubblico si aspettava forse il Lupin più cinico e irriverente della seconda serie televisiva. La reputazione è cresciuta negli anni successivi, con le repliche televisive e l'home video, fino a farne uno dei film più amati dell'intero franchise.

Nel 1980 Miyazaki diresse ancora due episodi della seconda serie televisiva di Lupin, con lo pseudonimo Teruki Tsutomu. Poi il personaggio passò ad altri. Riguardato oggi, Il castello di Cagliostro appare come il ponte tra il Miyazaki della televisione e quello di Ghibli, con il suo gusto per il volo, le macchine e i paesaggi europei già pienamente formato.

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