Lucca Comics 2019, gli orsi di Mattotti e i figli del mare nell'edizione Becoming Human
Lorenzo Mattotti porta il suo film su Buzzati, Studio 4°C arriva con il lungometraggio di Ayumu Watanabe, Hirohiko Araki e Noboru Rokuda incontrano il pubblico. Il resoconto animato di Lucca 2019.

Un esercito di orsi che scende dalle montagne verso la città degli uomini. È l'immagine che Lorenzo Mattotti ha portato a Lucca, a pochi giorni dall'uscita in sala del suo La famosa invasione degli orsi in Sicilia, fissata al 7 novembre. Il film, tratto dal libro di Dino Buzzati e passato a Cannes nel Certain Regard, è il caso più importante dell'anno per l'animazione disegnata italiana, e la presenza del suo autore ha dato al programma cinematografico di Lucca Comics & Games 2019 un baricentro chiaro.
La cinquantatreesima edizione si è svolta dal 30 ottobre al 3 novembre. Il tema, Becoming Human, ruotava attorno al confine tra umano e artificiale, tra analogico e digitale. Barbara Baldi, Gran Guinigi 2018 come migliore illustratrice per Lucenera, lo ha tradotto nel poster ufficiale con un bacio tra un essere umano e un androide, ambientato nel Teatro del Giglio.
Mattotti e il colore come racconto
Chi conosce i fumetti e le illustrazioni di Mattotti ritrova nel film la sua ossessione per il colore pieno e per le forme geometriche, applicata a un'animazione 2D che sembra uscita da un libro illustrato. Le voci italiane sono di nomi pesanti, da Toni Servillo ad Antonio Albanese a Corrado Guzzanti, con una partecipazione di Andrea Camilleri. Per Lucca è stata anche l'occasione di riabbracciare un autore che la città conosce da tempo come fumettista.
Watanabe, Studio 4°C e il mare di Igarashi
Il secondo titolo animato da segnalare viene dal Giappone. I figli del mare, il film di Ayumu Watanabe prodotto da Studio 4°C a partire dal manga di Daisuke Igarashi, è stato proiettato durante la manifestazione. È un'opera di disegno sontuoso, con sequenze acquatiche in cui il tratto si sfalda e si ricompone di continuo, e un finale che rinuncia alla linearità del racconto. Lo studio è lo stesso di Tekkonkinkreet e di Mind Game, e anche qui ha scelto un adattamento tutt'altro che comodo. Accanto a Mattotti ha composto un dittico curioso: due film che chiedono allo spettatore di accettare l'immagine prima della trama.
Ospiti dal Giappone e una mostra per chi studia il mestiere
Hirohiko Araki era l'ospite che il pubblico di manga e anime aspettava da anni. L'autore di Le bizzarre avventure di JoJo, saga che negli ultimi anni ha avuto una fortunata trasposizione televisiva, è venuto a Lucca per la prima volta. Molto atteso anche Noboru Rokuda, che in Italia molti ricordano per la serie animata tratta da Dash Kappei, conosciuta da noi come Gigi la trottola. Suehiro Maruo ha avuto invece la sua prima personale alla manifestazione.
A Palazzo Ducale la mostra Timeless e altre storie ha dedicato spazio ad Armand Baltazar, con studi preparatori legati al Principe d'Egitto, a Sinbad e alla Principessa e il ranocchio. Per chi si occupa di sviluppo visivo è stata una delle visite più utili del festival, perché lascia vedere come nasce l'atmosfera di un film disegnato prima che arrivino gli animatori. Al Palazzo dell'Illustrazione, Le origini del manga ha ricostruito la strada che porta da Hokusai al fumetto moderno, e quindi anche all'estetica degli anime.
Sul Main Stage si sono alternati Cristina D'Avena, Giorgio Vanni e gli Oliver Onions, mentre Disney e Poste Italiane hanno festeggiato gli 85 anni di Paperino con un francobollo.
Il tema parlava di macchine che diventano umane. I due film che abbiamo amato di più quest'anno a Lucca vanno nella direzione opposta, verso la mano e il pennello, e per noi è un bel segnale.


