Long Story Short, il creatore di BoJack Horseman torna su Netflix con una saga familiare

Dal 22 agosto è disponibile la nuova serie animata di Raphael Bob-Waksberg, dieci episodi che saltano avanti e indietro nella vita di tre fratelli. Netflix l'ha già rinnovata per una seconda stagione.

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Immagine: Gage Skidmore from Surprise, AZ, United States of America · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Tre fratelli, una famiglia ebrea della classe media americana, decenni di pranzi, litigi, matrimoni e funerali raccontati senza seguire l'ordine cronologico. È la formula di Long Story Short, la nuova serie animata di Raphael Bob-Waksberg arrivata su Netflix venerdì 22 agosto. Per il creatore di BoJack Horseman, una delle serie animate per adulti più importanti dell'ultimo decennio, è il ritorno sulla piattaforma che lo aveva lanciato.

Avanti e indietro nel tempo

I protagonisti sono Avi, Shira e Yoshi, tre fratelli che affrontano la vita adulta mentre la serie continua a riportarli all'infanzia, all'adolescenza, ai momenti in cui si sono formati i loro caratteri e le loro ferite. Ogni episodio, di circa venticinque minuti, si muove liberamente tra epoche diverse, accostando scene lontane decenni l'una dall'altra.

È una struttura che l'animazione rende particolarmente efficace. Cambiare età ai personaggi, saltare da un decennio all'altro, mostrare la stessa casa in tempi diversi è molto più semplice con il disegno che con il cinema dal vero, dove servirebbero più attori per ogni ruolo, trucco, ricostruzioni d'epoca. In Long Story Short il salto temporale diventa un elemento del ritmo comico e, spesso, del dolore.

Un cast di voci noto

Le voci originali sono affidate a Ben Feldman, che interpreta Avi, Abbi Jacobson nel ruolo di Shira e Max Greenfield in quello di Yoshi. Lisa Edelstein e Paul Reiser sono i genitori, Naomi ed Elliot, mentre Angelique Cabral e Nicole Byer completano il cast principale. Tra le partecipazioni ricorrenti ci sono Dave Franco, Gina Rodriguez e Danny Burstein.

Bob-Waksberg è creatore e showrunner. La serie è prodotta, tra gli altri, da ShadowMachine, la società di Los Angeles che aveva già lavorato a BoJack Horseman, insieme a Netflix Animation Studios, The Tornante Company e Vegan Blintzes.

L'eredità di BoJack

Chi ha amato BoJack Horseman ritroverà alcuni elementi familiari: il gusto per i dialoghi fitti, l'umorismo che convive con la depressione, la capacità di passare in pochi secondi dalla battuta alla scena che fa male. Cambia però il contesto. Al posto della Hollywood popolata di animali antropomorfi c'è una famiglia umana, vista con un occhio affettuoso e spietato insieme, e al centro non c'è più una star in crisi ma il legame complicato tra persone che non possono scegliersi.

Nel frattempo Bob-Waksberg aveva firmato anche Undone, serie per Amazon realizzata in rotoscopio, e Tuca & Bertie, creata da Lisa Hanawalt, di cui era produttore. Il suo nome è diventato una garanzia per un tipo preciso di animazione adulta, lontana dalla comicità grossolana e vicina alla narrativa d'autore.

Le prime reazioni

L'accoglienza della critica americana è stata molto calorosa, con giudizi entusiasti sugli aggregatori di recensioni e lodi diffuse per la scrittura e per la struttura non lineare. Netflix, del resto, aveva già scommesso sullo show: il rinnovo per una seconda stagione è stato annunciato poco prima del debutto, segno di una fiducia non scontata in un periodo in cui la piattaforma ha cancellato diverse serie animate dopo una sola stagione.

La serie è disponibile anche in Italia. Per chi cerca animazione per adulti che non sia soltanto parodia o azione, è uno dei titoli da tenere d'occhio di questa fine estate.

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