Simone Massi, l'animatore resistente che disegna la campagna marchigiana

Migliaia di disegni a pastello graffiati a mano, il bianco e nero rotto da lampi di colore, la memoria contadina delle Marche. Ritratto di uno degli autori più personali dell'animazione europea.

Simone Massi Abbecedario
Immagine: Freddy1971 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ogni fotogramma è un foglio. Ogni foglio è coperto di pastello a olio, poi graffiato con una punta per far emergere la figura dal fondo scuro. Una casa colonica, un cane, un bambino che guarda dalla finestra, un campo che si piega al vento. Per un minuto di film servono centinaia di disegni, tutti fatti a mano. Simone Massi lavora così da decenni, nella sua Pergola, sulle colline dell'entroterra marchigiano.

Un mestiere imparato sul campo

Massi è nato nel 1970 a Pergola, in provincia di Pesaro e Urbino, in una famiglia legata al mondo contadino. Ha studiato animazione a Urbino, città che ha avuto un ruolo importante nella formazione di diversi autori italiani di animazione d'autore, e ha lavorato a lungo come animatore per altri prima di dedicarsi interamente ai propri film.

Questo percorso spiega molto del suo approccio. Massi conosce il mestiere nelle sue parti più faticose e ripetitive, e ha scelto di non delegarle. I suoi film sono quasi interamente frutto del suo lavoro manuale, con tempi di realizzazione lunghissimi e una coerenza di stile assoluta.

La tecnica

Il segno di Massi è inconfondibile. Le immagini sono prevalentemente in bianco e nero, con un nero profondo e vibrante ottenuto dalla stratificazione dei pastelli. Il colore, quando compare, è un evento: un rosso, un giallo, un azzurro che accendono un dettaglio e ne fanno il centro emotivo della scena.

La tecnica del graffio produce un'immagine viva, mai ferma. Poiché ogni disegno è rifatto da capo, le linee tremano leggermente da un fotogramma all'altro, e lo spettatore percepisce la presenza della mano. Le metamorfosi sono frequenti: un volto diventa un paesaggio, un albero si trasforma in un animale, la memoria si mescola al presente senza soluzione di continuità.

I temi

Il mondo di Massi è quello della civiltà contadina dell'Appennino centrale, osservato con affetto e senza nostalgia di maniera. Le sue storie parlano di lavoro nei campi, di animali, di famiglie, di guerra e di Resistenza, di un rapporto con la terra che si sta perdendo. Molti suoi film hanno un forte impianto autobiografico o attingono ai ricordi delle generazioni precedenti.

Tra i titoli più conosciuti ci sono Animo resistente, dedicato alla memoria partigiana, Nuvole, mani e Dell'ammazzare il maiale, che affronta un rito della cultura contadina con uno sguardo insieme partecipe e doloroso. I suoi cortometraggi hanno girato i principali festival internazionali di animazione, ottenendo premi e riconoscimenti.

Venezia e il lungometraggio

Per alcune edizioni Massi ha realizzato la sigla animata della Mostra del cinema di Venezia, portando il suo segno davanti a un pubblico molto più ampio di quello dei festival specializzati. Quelle brevi sequenze, con il leone e le figure che emergono dal buio, hanno fatto conoscere il suo stile anche a chi non frequenta l'animazione d'autore.

Nel 2023 ha presentato a Venezia il suo primo lungometraggio, Invelle, che attraversa diverse epoche della storia italiana del Novecento dal punto di vista di bambini cresciuti in campagna. Realizzare un film di lunga durata con la sua tecnica ha richiesto anni di lavoro e la collaborazione di una piccola squadra.

Una figura di riferimento

Massi è diventato un punto di riferimento per molti giovani animatori, non solo per il suo stile ma per la sua idea del mestiere. Ha sempre difeso un'animazione indipendente, legata al territorio, lontana dalle logiche industriali. A Pergola ha dato vita ad Animavì, un festival dedicato al cinema d'animazione poetico.

Le sue posizioni sono spesso nette, e il suo lavoro lo è altrettanto. In un'epoca in cui l'animazione tende a essere veloce, digitale e globale, Massi propone un cinema lento, manuale e radicato in un luogo preciso. Che questo cinema trovi un pubblico internazionale dice qualcosa sulla forza delle immagini quando sono fatte con convinzione.

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