Light of the World, l'ex Disney Tom Bancroft porta in 1.900 sale un film disegnato a mano

Il racconto della vita di Gesù visto dagli occhi del giovane apostolo Giovanni è uscito negli Stati Uniti il 5 settembre. Dietro c'è uno studio no profit del Wisconsin e un budget di 20 milioni di dollari.

Illustrazione per l’articolo: Light of the World, l'ex Disney Tom Bancroft porta in 1.900 sale un film disegnato a mano
Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Venerdì 5 settembre, nei cinema americani, è uscito un lungometraggio animato interamente disegnato a mano. È un evento sempre più raro, e il fatto che arrivi da un piccolo studio indipendente e non da una major lo rende ancora più singolare. Light of the World ha debuttato in oltre 1.900 sale degli Stati Uniti, secondo quanto riportato da Cartoon Brew, con un piano di distribuzione che prevede l'arrivo in 33 paesi entro dicembre.

Una storia evangelica in animazione classica

Il film racconta la vita pubblica di Gesù, dall'inizio della predicazione fino alla crocifissione e alla risurrezione, attraverso lo sguardo di Giovanni, qui un ragazzo di tredici anni che segue il maestro e cresce insieme agli altri apostoli. La scelta del punto di vista non è casuale: permette di parlare a un pubblico familiare e di trattare episodi molto noti con un tono di scoperta.

La regia è firmata da Tom Bancroft insieme a John J. Schafer. Bancroft è un nome familiare per chi ha amato la stagione d'oro dell'animazione Disney: ha lavorato come animatore su La bella e la bestia, Aladdin, Il re leone e Mulan, film per il quale ha disegnato Mushu, il piccolo drago doppiato in originale da Eddie Murphy. Alla direzione dell'animazione c'è il gemello Tony Bancroft, anche lui cresciuto negli studi Disney e co-regista proprio di Mulan.

Uno studio no profit e un finanziatore privato

La produzione è della Salvation Poem Project, una realtà senza scopo di lucro con sede nel Wisconsin, e il finanziamento arriva da Matt McPherson, imprenditore che ha sostenuto il progetto dall'inizio. Il budget indicato da Cartoon Brew è di 20 milioni di dollari: una cifra molto lontana da quelle dei grandi studi, ma considerevole per un film indipendente e sufficiente a sostenere una lavorazione tradizionale con una squadra di animatori dedicata.

Tom Bancroft, oltre all'attività di regista e illustratore, ha fondato il programma di animazione della Lipscomb University di Nashville, dove è artista in residenza. Diversi ex studenti dell'ateneo hanno lavorato al film, che diventa così anche un banco di formazione per una nuova generazione di animatori 2D.

Il pubblico di nicchia che riempie le sale

Il caso di Light of the World va letto insieme al fenomeno del cinema religioso americano, che negli ultimi anni ha trovato un pubblico fedele e ben organizzato, capace di sostenere uscite ampie grazie al passaparola di parrocchie e comunità. È un circuito che le grandi case di produzione guardano con attenzione, e che finora aveva prodotto soprattutto film dal vero o serie a episodi.

La novità è vedere quel pubblico abbinato all'animazione tradizionale. Per decenni Hollywood ha sostenuto che il disegno a mano non funzionasse più al botteghino, e ha spostato tutto sulla computer grafica. Un film come questo non smentisce da solo quella tesi, ma mostra che esistono modelli produttivi alternativi: budget contenuti, distribuzione mirata, un pubblico identificato in anticipo.

Che cosa aspettarsi

Sul piano artistico il film rivendica una continuità esplicita con lo stile dei classici Disney degli anni Novanta, quelli in cui i Bancroft si sono formati: personaggi espressivi, recitazione curata, fondali dipinti. Chi cerca sperimentazione formale guarderà altrove, ma per chi ama quella tradizione è un'occasione rara di vederla di nuovo sul grande schermo con un progetto nuovo.

Gli incassi delle prossime settimane diranno se l'esperimento potrà ripetersi. Per l'Italia, al momento, non sono state annunciate date di uscita.

light of the worldtom bancroftanimazione tradizionalelungometraggistati uniti

Leggi anche

Ogni venerdì nella tua casella

L’animazione 2D, una lettera alla volta