Kyoto Animation, lo studio di provincia che ha cambiato gli standard dell'anime
Nato come laboratorio di colorazione, cresciuto con dipendenti stipendiati e una scuola interna, KyoAni è diventato sinonimo di cura del dettaglio. La sua storia è segnata anche dalla tragedia del 2019.

Quasi tutta l'animazione giapponese si fa a Tokyo, in particolare nei quartieri occidentali come Nerima, Suginami e Musashino. Kyoto Animation è un'eccezione geografica prima ancora che artistica. Ha sede a Uji, cittadina a sud di Kyoto famosa per il tè verde, e da lì ha costruito un modello di lavoro diverso da quello dei grandi studi della capitale.
Da subappaltatore a studio completo
La società nasce nel 1981, fondata da Yōko Hatta e dal marito Hideaki Hatta. All'inizio è un piccolo laboratorio di shiage, cioè colorazione dei rodovetri, che lavora per conto di altri studi. Con gli anni si specializza anche nell'intercalazione e nell'animazione chiave, sempre come subappaltatore, per produzioni di Tokyo.
Il passaggio alla produzione completa avviene nei primi anni Duemila. Le serie Full Metal Panic? Fumoffu (2003) e soprattutto La malinconia di Haruhi Suzumiya (2006) mostrano uno studio capace di unire animazione accurata, regia inventiva e una forte presa sul pubblico. Seguono Lucky Star (2007), Clannad (2007), K-On! (2009), Hyōka (2012), Free! (2013), Sound! Euphonium (2015).
Un modello di lavoro diverso
Il successo di KyoAni dipende in buona parte da scelte organizzative.
- Dipendenti assunti. In un'industria che usa largamente collaboratori pagati a disegno o a scena, KyoAni assume i suoi animatori con uno stipendio, una scelta che riduce il ricambio continuo di personale.
- Formazione interna. Lo studio ha una propria scuola professionale, da cui escono molti dei futuri dipendenti.
- Produzione in casa. Gran parte delle fasi, dal disegno alla colorazione fino alla composizione digitale, si svolge all'interno, con pochissima esternalizzazione.
- Proprietà intellettuale. Con una propria collana di romanzi, nata da un concorso letterario, KyoAni sviluppa storie originali di cui detiene i diritti, come Violet Evergarden.
Il risultato è una qualità costante, visibile anche negli episodi di serie lunghe. I personaggi si muovono con una naturalezza insolita, i gesti quotidiani sono animati con cura, e gli sfondi hanno una luce morbida riconoscibile.
Uno stile e i suoi registi
Lo stile KyoAni è spesso associato a ragazze dagli occhi grandi e a commedie scolastiche, ma la definizione è riduttiva. Lo studio ha formato registi molto diversi, come Tatsuya Ishihara, Yasuhiro Takemoto e Naoko Yamada, autrice di La forma della voce (2016). Violet Evergarden (2018), storia di una ex soldatessa che diventa scrivana di lettere, ha mostrato un livello di dettaglio nelle animazioni e nei fondali vicino a quello del cinema.
Il 18 luglio 2019
Quella mattina un uomo appiccò un incendio nel primo studio di KyoAni, a Fushimi. Morirono trentasei persone, tra cui animatori, registi e artisti di grande esperienza, e decine rimasero ferite. È uno dei più gravi omicidi di massa della storia giapponese del dopoguerra. Il responsabile è stato poi condannato a morte.
La reazione del pubblico, in Giappone e nel mondo, fu enorme, con raccolte di fondi e messaggi da altri studi e da fan. La società decise di continuare. Violet Evergarden - Il film uscì nel 2020, e negli anni seguenti lo studio ha ripreso la produzione di nuove stagioni, tra cui quelle di Sound! Euphonium.
KyoAni resta il caso più citato quando si discute di condizioni di lavoro migliori nell'animazione giapponese. Dimostra che una produzione stabile, con persone formate e trattenute nel tempo, si vede sullo schermo episodio dopo episodio.


