Krita per l'animazione 2D, cosa sa fare il programma di pittura libero

Nato per dipingere, Krita ha aggiunto una timeline e l'onion skin. Una guida a pregi e limiti per chi vuole animare con un software gratuito e open source.

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Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Krita è conosciuto soprattutto da illustratori e concept artist. È un programma di pittura digitale libero, sviluppato da una comunità internazionale e sostenuto da una fondazione, con un motore di pennelli che non ha molto da invidiare ai prodotti commerciali. Da alcuni anni, però, nasconde una seconda anima: si può usare per animare, disegno dopo disegno.

Come funziona l'animazione in Krita

L'animazione è arrivata grazie a una campagna di raccolta fondi della comunità e si è consolidata nel tempo. Si attiva aprendo i pannelli dedicati: la timeline, che mostra i fotogrammi di ogni livello, e il pannello dell'onion skin, che permette di vedere in trasparenza i disegni vicini. Ogni livello di pittura può diventare un livello animato, e ogni cella della timeline può contenere un disegno o restare vuota per prolungare quello precedente.

Il principio è quello dell'animazione tradizionale. Si disegnano le pose chiave, si controllano in riproduzione, si aggiungono le intercalazioni. L'onion skin si regola con precisione: si sceglie quanti fotogrammi mostrare prima e dopo quello corrente, con quale opacità e con quale colore, così da distinguere a colpo d'occhio il passato dal futuro.

Krita permette anche di animare alcune proprietà dei livelli, come opacità e trasformazioni, con fotogrammi chiave interpolati. Sono strumenti semplici, utili per un movimento di fondo o una dissolvenza.

Il punto di forza è il pennello

Chi sceglie Krita per animare lo fa quasi sempre per i pennelli. Si possono ottenere tratti a matita con grana, pennellate a olio, acquerelli che si mescolano, inchiostri a pressione variabile. Per un cortometraggio dallo stile pittorico, o per sequenze brevi in cui ogni fotogramma è quasi un'illustrazione, è uno strumento molto efficace.

Un altro vantaggio riguarda l'accesso. È gratuito, funziona su Windows, macOS e Linux, e chi lo usa già per illustrare non deve imparare un nuovo ambiente. Molti studenti cominciano così: un'animazione breve fatta nel programma che conoscono, prima di passare a software più specifici.

Dove si fa sentire il limite

Krita resta un programma di pittura a cui è stata aggiunta l'animazione, e lo si nota. La gestione delle scene lunghe può diventare pesante, soprattutto con molti livelli in alta risoluzione. Non esiste un vero foglio di esposizione come nei programmi professionali, e funzioni come il riuso dei disegni, la gestione della camera o il compositing complesso sono limitate o assenti.

Anche il clean-up e la colorazione richiedono un po' di organizzazione. Si può lavorare con un livello per il tratto e uno per il colore, usando lo strumento di riempimento con riferimento ad altri livelli, ma non c'è la catena strutturata che offrono programmi come Harmony o OpenToonz.

L'esportazione video si affida a FFmpeg. Dalla versione 5.2 Krita ne include una versione di base, mentre per formati e codec particolari si può ancora indicare un FFmpeg esterno nelle impostazioni.

Per chi è indicato

Krita è una scelta sensata in tre casi. Il primo riguarda chi impara le basi del frame by frame e vuole uno strumento gratuito senza rinunciare alla qualità del segno. Il secondo, chi realizza animazioni brevi, cicli, gif e piccoli loop per i social o per un portfolio. Il terzo, chi lavora su un progetto in cui la resa pittorica conta più dell'efficienza produttiva.

Per un cortometraggio con molti personaggi, dialoghi e decine di inquadrature conviene invece valutare programmi nati per l'animazione e usare Krita per fondi e illustrazioni. Molti animatori indipendenti fanno esattamente questo: lo tengono come seconda postazione e lo aprono quando serve un pennello che altrove non trovano.

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