TVPaint, la carta digitale amata dall'animazione d'autore europea
Nato in Francia e cresciuto lontano dai riflettori, TVPaint è il programma bitmap scelto da molti registi di cortometraggi e lungometraggi disegnati a mano.

Basta frequentare i titoli di coda dei cortometraggi in concorso nei festival europei per accorgersene. Tra i ringraziamenti tecnici compare spesso lo stesso nome, TVPaint. È un programma francese, sviluppato da una piccola azienda nell'est del Paese, e ha una storia lunga che risale ai computer Amiga dei primi anni Novanta. Oggi è uno degli strumenti preferiti da chi vuole animare a mano in digitale senza rinunciare alla sensazione della matita.
Pixel, non vettori
La prima cosa da sapere è che TVPaint lavora in bitmap. Ogni disegno è fatto di pixel, come in un programma di pittura, e non di curve matematiche come nei software vettoriali. Questo comporta un limite pratico: la risoluzione va scelta all'inizio del progetto, perché ingrandire un disegno ne degrada la qualità. In cambio si ottiene un tratto che si comporta come grafite, carboncino, acquerello o pastello, con texture e sbavature che i vettori faticano a imitare.
I pennelli sono il cuore del programma. Si possono costruire strumenti che reagiscono alla pressione, all'inclinazione della penna e alla grana della carta simulata. Molti registi creano set di pennelli personali e li portano da un progetto all'altro come farebbe un pittore con i propri pennelli fisici.
Pensato per chi anima disegno per disegno
TVPaint è costruito attorno al fotogramma. La timeline mostra i disegni in sequenza, l'onion skin permette di vedere i fotogrammi precedenti e successivi in trasparenza, e una funzione chiamata light table riproduce il tavolo luminoso con la possibilità di scegliere quali disegni mostrare e con quale colore. Chi ha animato su carta trova una logica familiare: chiavi, intercalazioni, ripassi.
Il programma include anche strumenti per il clean-up e la colorazione, con la possibilità di riempire le aree usando il disegno di un livello come riferimento per colorarne un altro. È una funzione preziosa nelle produzioni in cui il tratto e il colore stanno su livelli separati.
Accanto a questo c'è una gestione della camera e del compositing sufficiente per molti cortometraggi, con effetti, maschere e movimenti. Non ha la profondità dei programmi specifici per il compositing, ma permette a un autore di arrivare da solo a un risultato finito.
Una scelta che dice qualcosa sullo stile
In Francia, in Belgio, in Irlanda e in molti altri Paesi europei TVPaint è comparso in produzioni di lungometraggio dove il disegno a mano è parte dell'identità del film. Le sue texture si prestano a un'animazione dall'aspetto pittorico, a linee vibranti, a fondi integrati con i personaggi. Chi guarda certi film europei recenti e pensa che sembrino disegnati su carta spesso vede il frutto di TVPaint, o di pipeline in cui TVPaint ha avuto un ruolo.
Nelle scuole francesi di animazione è molto diffuso, e questo spiega in parte la sua presenza nei festival. Gli studenti imparano a usarlo, poi lo portano nei primi lavori professionali.
I difetti che chi lo usa conosce bene
L'interfaccia non è delle più moderne, e chi viene da programmi recenti può trovarla poco intuitiva. Il lavoro bitmap genera file pesanti, soprattutto in alta risoluzione, e richiede un computer adeguato e una buona organizzazione dei progetti. La collaborazione su larga scala è meno strutturata rispetto ai programmi pensati per le serie televisive con database centrale.
Per un autore che lavora da solo o in un piccolo gruppo, invece, questi limiti pesano poco. Conta di più la libertà del segno. Chi sta scegliendo un programma per il proprio primo cortometraggio disegnato a mano dovrebbe almeno provarlo: esiste una versione di valutazione, e qualche giorno di prove basta per capire se quel modo di lavorare corrisponde al proprio.


