Il ladro e il ciabattino, il capolavoro incompiuto di Richard Williams
Quasi trent'anni di lavorazione, un'animazione di virtuosismo assoluto e un film strappato al suo autore. La storia di The Thief and the Cobbler è anche una lezione sui limiti dell'ambizione.

Ci sono film che vanno visti e film che vanno raccontati. Il ladro e il ciabattino appartiene a entrambe le categorie, ma la sua storia produttiva è così singolare che spesso finisce per occupare tutto lo spazio. Richard Williams, animatore canadese trapiantato a Londra, ci lavorò per circa trent'anni, a partire dagli anni Sessanta. Nel 1992, quando mancava poco al completamento, il film gli fu tolto dalla compagnia di garanzia che ne assicurava la conclusione. Uscì in versioni rimaneggiate, nessuna delle quali corrispondeva alla sua idea.
Da Nasreddin al ciabattino
Il progetto nacque come una serie di storie dedicate a Nasreddin, figura della tradizione umoristica mediorientale, che Williams aveva già illustrato su carta. Con il passare degli anni il protagonista cambiò e la storia si spostò su un ciabattino, Tack, timido e silenzioso, e su un ladro, anch'esso muto, che attraversano una città favolosa d'Oriente. Sullo sfondo c'è un re addormentato, una principessa, un visir malvagio di nome Zigzag e un'orda di guerrieri che minaccia la città.
Williams finanziava il lavoro con l'attività del suo studio londinese, che produceva pubblicità, titoli di testa, cortometraggi. Il successo di Chi ha incastrato Roger Rabbit, di cui diresse l'animazione, gli diede finalmente la possibilità di cercare un accordo con un grande studio. Fu la Warner Bros. a entrare nel progetto, con l'impegno di una scadenza.
L'animazione come virtuosismo
Le parti completate da Williams sono tra le cose tecnicamente più impressionanti mai disegnate a mano. Il ladro si muove con una fluidità continua, quasi senza pause, attraversando architetture impossibili che ricordano le prospettive di Escher. I fondali sono costruiti con motivi geometrici ispirati alle miniature persiane, piatti e decorativi, e i personaggi vi si muovono come su pagine illustrate.
La sequenza della macchina da guerra nel finale, un ordigno gigantesco fatto di ingranaggi, ruote e catene che si disintegra pezzo per pezzo, è un esempio estremo di animazione meccanica, con migliaia di elementi in movimento tracciati a mano. Al progetto lavorarono anche veterani della Hollywood classica come Ken Harris, storico animatore di Chuck Jones, e Art Babbitt, ex animatore Disney, che Williams aveva chiamato a Londra anche per imparare da loro.
Zigzag, il visir, ha la voce originale di Vincent Price e parla in rima. È un personaggio sinuoso e teatrale, animato con una mobilità di mani e dita che anticipa molte soluzioni del cinema successivo.
Il film tolto all'autore
Williams lavorava con un perfezionismo che mal si conciliava con i tempi industriali. Molte scene chiave della storia erano ancora da animare, e la struttura narrativa restava fragile. Quando le scadenze saltarono, la compagnia di garanzia assunse il controllo e affidò il completamento a Fred Calvert, che terminò il film con animazioni realizzate in fretta, canzoni aggiunte e dialoghi per personaggi che Williams voleva muti.
Ne uscirono due versioni principali. The Princess and the Cobbler, distribuita in alcuni mercati, e Arabian Knight, rimontata da Miramax nel 1995, con ulteriori aggiunte e voci di attori famosi. Entrambe furono accolte con indifferenza e sono considerate dai sostenitori di Williams un tradimento del progetto.
La ricostruzione
Negli anni Duemila il regista Garrett Gilchrist ha realizzato una ricostruzione amatoriale, nota come Recobbled Cut, che combina le scene di Williams, materiali di lavorazione e storyboard per avvicinarsi all'idea originale. Non è un'edizione ufficiale, ma è il modo in cui molti appassionati hanno potuto conoscere il film.
Dopo la perdita del film, Williams si dedicò all'insegnamento e nel 2001 pubblicò The Animator's Survival Kit, manuale diventato un testo di riferimento per intere generazioni di animatori. In qualche modo, quel libro raccoglie le lezioni apprese su Il ladro e il ciabattino: il rigore assoluto del movimento, e il prezzo che quel rigore può far pagare.


