Hideaki Anno, l'animatore di esplosioni diventato autore di Evangelion

Prima di Evangelion, Anno era uno degli animatori di effetti più ricercati del Giappone. La sua carriera spiega bene come nell'anime si passi dal tavolo da disegno alla regia.

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Immagine: Dick Thomas Johnson from Tokyo, Japan · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Nella sequenza finale di Nausicaä della Valle del vento (1984) un gigantesco Soldato Titano si alza, apre la bocca e incenerisce l'orizzonte prima di sciogliersi come cera. Quel pezzo di animazione, carne che cola e onde d'urto che si propagano, è opera di un ventiquattrenne appena arrivato a Tokyo da Osaka. Si chiamava Hideaki Anno, e Miyazaki lo aveva preso perché si era presentato con un portfolio di esplosioni.

Un ragazzo cresciuto con i tokusatsu

Anno nasce nel 1960 a Ube, nella prefettura di Yamaguchi. Cresce davanti ai tokusatsu, i telefilm di effetti speciali con mostri e supereroi come Ultraman, e agli anime robotici. All'Università d'arte di Osaka forma un gruppo di appassionati con Hiroyuki Yamaga e Takami Akai. Per le convention di fantascienza Daicon del 1981 e del 1983 realizzano cortometraggi amatoriali che diventano leggendari, pieni di citazioni e di animazione sorprendentemente sofisticata.

Quel gruppo darà vita, nel 1984, alla Gainax. Intanto Anno lavora come animatore chiave su Macross e su Nausicaä. È specializzato in effetti, cioè fuoco, fumo, raggi, detriti, una categoria di animazione che in Giappone ha una tradizione e degli specialisti dedicati.

La Gainax e le prime regie

Il primo lungometraggio Gainax, Le ali di Honneamise (1987), è diretto da Yamaga. Anno vi cura le sequenze di effetti speciali, tra cui il lancio finale del razzo. Il suo debutto alla regia è la serie in sei episodi OAV Gunbuster (1988), parodia affettuosa degli anime sportivi e robotici che a metà strada diventa una storia sulla dilatazione del tempo e sulla solitudine.

Segue Nadia - Il mistero della pietra azzurra (1990), serie televisiva ispirata a Verne su un soggetto nato anni prima da un'idea di Miyazaki. La produzione è difficile e alcuni episodi centrali sono affidati ad altri, con risultati discontinui. Anno ne esce stremato.

Evangelion e la crisi

Nel 1995 arriva Neon Genesis Evangelion. Anno vi riversa la sua passione per i robot, per i tokusatsu, per i film di Kihachi Okamoto e per l'immaginario religioso, ma anche la depressione che aveva attraversato negli anni precedenti. Il risultato è un fenomeno culturale che esce dalla nicchia otaku e diventa argomento di dibattito pubblico in Giappone.

Gli ultimi due episodi della serie, introspettivi e costruiti con materiali poveri, suscitano polemiche. Anno risponde con il film The End of Evangelion (1997). Poi cambia strada per qualche anno, dirige film dal vero come Love & Pop (1998) e la serie Le situazioni di Lui & Lei (1998).

Il ritorno e la casa di produzione

Nel 2006 Anno fonda lo studio Khara, con cui realizza i quattro film di Rebuild of Evangelion, conclusi nel 2021 con Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time. Nel frattempo dirige, insieme a Shinji Higuchi, Shin Godzilla (2016), che riporta il mostro al centro del cinema giapponese con una satira della burocrazia di governo. Nel 2013 aveva anche prestato la voce al protagonista di Si alza il vento di Miyazaki, una scelta curiosa che il maestro difese.

Anno è un caso tipico e insieme eccezionale. Tipico perché, come molti registi di anime, ha imparato il mestiere disegnando, e ragiona per singole inquadrature e tempi di animazione. Eccezionale perché ha portato nell'industria un'idea molto personale di autore, in cui le ferite private finiscono sullo schermo. La sua carriera dimostra che nell'anime gli effetti speciali possono essere una scuola di regia.

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