William Hanna e Joseph Barbera, da Tom e Jerry all'invenzione del cartone televisivo

Alla MGM firmarono uno dei cicli più premiati del cortometraggio. Poi, con l'animazione limitata, costruirono l'industria dei cartoni per la tv.

Bill Hanna Joseph Barbera 1965
Immagine: NBC Television · Public domain · Wikimedia Commons

Nel 1957 la MGM chiuse il suo reparto di animazione. William Hanna e Joseph Barbera, che da quasi vent'anni dirigevano Tom e Jerry, si trovarono senza lavoro proprio quando la loro serie era all'apice. Decisero di fare quello che nessuno studio cinematografico voleva fare: produrre cartoni animati per la televisione, con budget che erano una frazione di quelli del cinema. Fondarono la Hanna-Barbera, e in pochi anni cambiarono il paesaggio dell'animazione mondiale.

Due temperamenti

William Hanna nacque nel 1910 nel New Mexico, Joseph Barbera nel 1911 a New York, da una famiglia di origine siciliana. Hanna aveva un talento per l'organizzazione, il timing e la musica. Barbera era un disegnatore veloce, con un forte senso della gag e della messa in scena. La divisione dei compiti tra i due restò grosso modo questa per tutta la loro collaborazione: Barbera scriveva e disegnava le storie, Hanna ne curava i tempi e dirigeva la produzione.

Si conobbero alla MGM alla fine degli anni Trenta. Nel 1940 realizzarono Puss Gets the Boot, in cui compaiono un gatto e un topo che non si chiamano ancora Tom e Jerry. Il film fu candidato all'Oscar e lo studio, dopo qualche esitazione, li lasciò continuare.

Tom e Jerry, la perfezione del muto

Tra gli anni Quaranta e la metà dei Cinquanta, i cortometraggi di Tom e Jerry ottennero sette Oscar, un primato per una serie animata di quel periodo. La loro forza è nell'economia narrativa: quasi nessun dialogo, una casa, un giardino, una situazione semplice e un'escalation di violenza comica sempre più ingegnosa.

L'animazione MGM di quegli anni era ricca e rifinita. Animatori come Ken Muse, Ed Barge, Irven Spence e Ray Patterson davano a Tom una gamma di espressioni sorprendente, e la musica di Scott Bradley seguiva ogni movimento. Film come The Cat Concerto, del 1947, con Tom pianista disturbato da Jerry, sono saggi di sincronia tra suono e immagine.

L'animazione limitata

Per la televisione Hanna e Barbera dovevano produrre molti minuti a costi minimi. La soluzione fu un sistema di animazione limitata: personaggi con il corpo fermo e solo bocca o occhi in movimento, cicli di camminata riutilizzati, fondali che scorrono in ripetizione, colletti e cravatte che separano la testa dal corpo per poterla animare da sola. Il peso del racconto passava ai dialoghi e alle voci.

Con questo metodo nacquero The Ruff and Reddy Show nel 1957, Huckleberry Hound nel 1958, Yogi, e soprattutto The Flintstones, I Flintstones, trasmesso dal 1960 in prima serata sulla ABC. Era una sitcom familiare ambientata nell'età della pietra, e dimostrava che un cartone animato poteva rivolgersi agli adulti in televisione. Seguirono I Jetsons nel 1962, la versione futuristica dello stesso schema, e alla fine del decennio Scooby-Doo.

Un giudizio in due tempi

La critica è stata a lungo severa con la Hanna-Barbera degli anni Sessanta e Settanta, vista come la fabbrica che aveva impoverito il disegno animato. C'è del vero: lo studio produsse una quantità enorme di serie ripetitive, e i suoi metodi furono imitati ovunque. Ma l'animazione limitata ha anche una sua estetica, fatta di design grafico, colori piatti e fondali stilizzati, che molti autori contemporanei hanno recuperato in modo consapevole.

Lo studio passò di proprietà più volte a partire dalla fine degli anni Sessanta, e i suoi personaggi confluirono infine nell'universo di Warner Bros. Hanna morì nel 2001, Barbera nel 2006. Le loro due carriere raccontano le due anime del cartone americano: la cura artigianale del cortometraggio da cinema e la velocità industriale della serie televisiva. Pochi altri autori hanno incarnato entrambe al massimo livello.

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