Genga e douga, come si costruisce una scena anime dallo storyboard al montaggio

Storyboard, layout, disegni chiave, intercalazioni, colorazione e composizione. Una guida pratica alle fasi della produzione giapponese e ai ruoli che spesso compaiono solo nei titoli di coda.

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Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Una singola inquadratura di un anime televisivo, tre secondi in cui una ragazza si gira e sorride, passa per le mani di almeno sette o otto persone diverse prima di arrivare sullo schermo. Alcune lavorano nello stesso studio, altre in città diverse, alcune in un altro paese. Capire questo percorso aiuta a spiegare molti aspetti dell'animazione giapponese, dalla sua estetica alle sue fragilità.

Lo storyboard

Tutto parte dall'e-konte, lo storyboard. Il regista dell'episodio, o un collaboratore specializzato, disegna inquadratura per inquadratura l'intera puntata, su fogli divisi in colonne. Per ogni inquadratura sono indicati i dialoghi, le azioni, i movimenti di macchina, la durata in secondi e fotogrammi.

Nell'anime lo storyboard ha un peso enorme. È il documento che decide il ritmo, il montaggio e la composizione. Molti registi giapponesi sono riconoscibili soprattutto per il loro modo di fare storyboard.

Layout e genga

Ogni inquadratura viene poi affidata a un animatore chiave. Il primo passo è il layout, un disegno che fissa la composizione esatta: dove si trovano i personaggi, il punto di vista, gli elementi dello sfondo. Il layout serve sia all'animatore sia al pittore di fondali, che ne ricava le indicazioni per il suo lavoro.

Segue il genga, l'animazione chiave. L'animatore disegna le pose principali del movimento, quelle che ne definiscono il senso e il ritmo. Compila anche il foglio di esposizione, una tabella che indica per ogni fotogramma quale disegno usare. Qui si decide se un'azione è animata a uno, due o tre fotogrammi per disegno.

Spesso il genga avviene in due fasi. Il primo animatore fa disegni approssimativi, poi un secondo animatore, nel cosiddetto dai-ni genga, li ripulisce. I disegni vengono controllati dal direttore dell'animazione, che corregge i volti e le proporzioni per mantenere i personaggi coerenti.

Douga, l'intercalazione

I disegni chiave puliti passano ai douga, gli intercalatori. Il loro compito è disegnare i fotogrammi intermedi tra una posa e l'altra, seguendo le indicazioni dell'animatore chiave. Devono anche tracciare una linea pulita, unica, chiusa, pronta per la colorazione.

È un lavoro di precisione, spesso affidato ai giovani all'inizio della carriera e retribuito a disegno. Gran parte dell'intercalazione delle serie televisive viene esternalizzata a studi in altri paesi asiatici. Un controllore, il douga kensa, verifica la qualità prima di passare oltre.

Colorazione, fondali e composizione

Una volta la colorazione si faceva a mano, con colori acrilici sul retro dei rodovetri trasparenti. Oggi i disegni vengono scansionati e colorati digitalmente, seguendo le tavole di colore stabilite per ogni personaggio, anche in base all'illuminazione della scena.

Nel frattempo il reparto artistico realizza i fondali, a partire dai layout, sotto la guida del direttore artistico.

Tutto si riunisce nel satsuei, letteralmente «fotografia». Ai tempi della pellicola era la ripresa dei rodovetri sovrapposti ai fondali con la macchina da presa. Oggi è la composizione digitale, in cui si aggiungono luci, ombre, sfocature, effetti, movimenti di macchina. Il satsuei ha acquisito un peso crescente nell'aspetto finale degli anime contemporanei.

Montaggio e suono

Le inquadrature completate vengono montate, poi si registrano le voci e si aggiungono musica ed effetti sonori. In Giappone, a differenza degli Stati Uniti, i doppiatori registrano di solito dopo l'animazione, a volte su immagini ancora incomplete.

Una catena fragile

Questa organizzazione permette di produrre grandi quantità di animazione. Ha però un punto debole. Ogni fase dipende dalla precedente, e quando un episodio è in ritardo l'ultimo anello, intercalatori e coloristi, lavora sotto pressione enorme. I volti fuori modello o le scene approssimative di molte serie nascono proprio qui, dalla compressione dei tempi più che dalla mancanza di talento.

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