Glen Keane, il tratto energico che diede vita ad Ariel, alla Bestia e a Tarzan
Quasi quarant'anni alla Disney, poi l'Oscar con Dear Basketball. Glen Keane ha portato nel rinascimento Disney un disegno fisico, veloce e pieno di slancio.

I disegni di Glen Keane si riconoscono anche a pagina ferma. Sono fatti di linee rapide e sovrapposte, cercate più che definite, con il movimento già dentro il segno. Dove altri animatori puliscono, lui insiste, ripassa, trova la forma attraverso il gesto. È uno stile che ha segnato i personaggi più amati del rinascimento Disney tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta.
Un figlio d'arte
Glen Keane nacque a Philadelphia il 13 aprile 1954. Il padre era Bil Keane, autore della striscia a fumetti The Family Circus, molto popolare negli Stati Uniti. Glen crebbe in Arizona e studiò alla CalArts, dove si iscrisse, racconta lui stesso, quasi per errore al corso di animazione invece che a quello di pittura.
Entrò alla Disney nel 1974 e fu affidato come allievo a Eric Larson, uno dei Nine Old Men. Mosse i primi passi da animatore sulle Avventure di Bianca e Bernie, e poi lavorò su Red e Toby, dove animò la lotta con l'orso, una scena di grande violenza fisica per gli standard dello studio.
Il rinascimento
Il suo nome è legato al rilancio della Disney iniziato con La sirenetta, del 1989. Keane fu l'animatore supervisore di Ariel. Per darle credibilità studiò il movimento dei capelli sott'acqua e il modo di nuotare, e costruì un personaggio molto fisico, sempre proteso verso qualcosa. Il risultato contribuì a definire la nuova eroina Disney, curiosa e determinata.
Seguirono la Bestia nella Bella e la Bestia, del 1991, personaggio composito per cui Keane mescolò caratteristiche di animali diversi, Aladdin, Pocahontas e Tarzan, del 1999. Per Tarzan lavorò dalla sede Disney di Parigi, e il personaggio, che scivola sui rami come uno skater, è forse la sintesi più evidente del suo dinamismo. Negli anni Duemila partecipò allo sviluppo del Pianeta del tesoro, dove animò il personaggio di John Silver, metà uomo e metà macchina, combinando disegno e parti in computer grafica.
Rapunzel e il disegno al computer
Keane fu a lungo l'ideatore del progetto che diventerà Rapunzel, uscito nel 2010 in computer grafica. Voleva che il film conservasse il calore e le imperfezioni del disegno a mano, e lavorò con i tecnici per tradurre quella sensibilità nel 3D. Problemi di salute lo costrinsero a lasciare la regia prima della fine della lavorazione, ma restò coinvolto come supervisore e guida artistica.
È un passaggio significativo. Keane è un animatore di matita che ha cercato di portare le qualità del disegno dentro una tecnologia diversa, senza rinunciare all'idea che il personaggio nasca dal gesto della mano.
La vita dopo Disney
Nel 2012 Keane lasciò lo studio dopo quasi quarant'anni. Si dedicò a progetti personali che usano anche strumenti nuovi. Duet, del 2014, realizzato per Google, segue due vite che crescono e si incrociano, interamente disegnato a mano in digitale. Si è anche confrontato con il disegno in realtà virtuale, tracciando linee nello spazio tridimensionale.
Nel 2017 diresse Dear Basketball, cortometraggio tratto da una lettera di addio al basket di Kobe Bryant, con musica di John Williams. Il film, disegnato a matita con un tratto essenziale e vibrante, vinse l'Oscar nel 2018. Nel 2020 Keane ha diretto il lungometraggio in computer grafica Over the Moon - Il richiamo della luna, prodotto per Netflix.
Una linea che si muove
Keane è stato nominato Disney Legend e ha ricevuto molti riconoscimenti dalla comunità dell'animazione. Il suo contributo più riconoscibile resta il modo di pensare il disegno animato come energia. Nei suoi personaggi la forza del corpo, la direzione del movimento, l'intenzione del personaggio sono già presenti nel primo schizzo. Per molti studenti, guardare i suoi disegni di lavorazione è il modo più diretto per capire che cosa significhi animare a mano.


