Future Film Fest 2025, a Bologna vince The Great History of Western Philosophy

Il festival bolognese, che dall'anno scorso si chiama 24FRAME Future Film Fest, premia il film di Aria Covamonas e il corto Autokar. Secondo posto a un'opera italiana, The Threshold di Walter Restelli.

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Immagine: Elena Tartaglione · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il primo premio per i lungometraggi è stato ritirato da Camilla Uboldi, produttrice italiana del film. È un dettaglio che dice qualcosa sul modo in cui si fa oggi l'animazione indipendente: The Great History of Western Philosophy è un film messicano di Aria Covamonas, ma dietro c'è anche una produzione italiana. Il 24FRAME Future Film Fest, il festival bolognese che dal 2024 ha aggiunto il nuovo nome alla sua storica sigla, lo ha scelto come miglior lungometraggio dell'edizione 2025, chiusa a Bologna dopo cinque giornate di proiezioni.

Il palmarès dei lungometraggi

Il titolo ha l'ambizione di un trattato, e già questo lo distingue da quasi tutto quello che passa nelle sale. Per un festival che da sempre premia le forme meno convenzionali, la scelta della giuria è coerente. Il secondo premio è andato a (S)Kids della canadese Lea Solis, mentre la menzione speciale è stata assegnata a Clarice's Dream dei brasiliani Fernando Gutiérrez e Guto Bicalho, già premiato per la regia lo scorso anno a Cartoons on the Bay.

Tre film molto diversi, nessuno dei quali proviene dai grandi studi. Il Future Film Festival continua a fare quello che sa fare meglio, cioè intercettare l'animazione indipendente che in Italia arriva difficilmente in sala. È una funzione preziosa, e premiare opere così lontane dal mercato è nel suo carattere.

I corti, con un secondo posto italiano

Nel concorso internazionale dei cortometraggi il primo premio è andato ad Autokar di Sylwia Szkiłądź, coproduzione tra Belgio e Francia, che ha vinto anche il premio della giuria di studenti dell'Accademia di Belle Arti di Bologna. La doppia vittoria, di una giuria professionale e di una formata da giovani che studiano illustrazione e animazione, è un segnale che il corto parla a pubblici diversi.

Il secondo premio è andato a un italiano: The Threshold di Walter Restelli. Per l'animazione breve del nostro paese è un riconoscimento che conta, in un concorso internazionale fitto. La menzione speciale è andata a Wander to Wonder dell'olandese Nina Gantz, che ha già ottenuto diversi riconoscimenti internazionali. Lo Hera Green Future Prize, dedicato ai temi ambientali, ha premiato il coreano Pig that Survived Foot-and-mouth Disease di Hur Bum-wook.

Serie e nuove frontiere

Il festival ha anche un concorso internazionale per le serie, che quest'anno ha premiato Woolly Woolly di Emmanuel Linderer, coproduzione tra Canada e Francia. Nel concorso New Frontiers, organizzato con il Visit Lab di Cineca e dedicato alla realtà virtuale e alle esperienze interattive, il primo premio è andato al gioco in VR MAX Q dello statunitense Joel Benjamin, il secondo a Desastres de la Guerra di Victor Morales.

La presenza di una sezione dedicata a VR e videogiochi non è una novità. Il festival segue da anni le forme in cui l'animazione si intreccia con le tecnologie interattive, e il rapporto con Cineca gli dà una competenza che altri festival non hanno.

Un festival che cambia pelle

Il Future Film Festival è nato a Bologna alla fine degli anni Novanta. Negli ultimi anni ha cambiato date, sedi e formule, alternando edizioni primaverili e autunnali, con appuntamenti anche a Modena. Il nome nuovo, 24FRAME, richiama i fotogrammi al secondo del cinema e sottolinea la vocazione per l'immagine in movimento in tutte le sue forme.

Un palmarès come questo conferma che il festival ha scelto di essere un luogo di scoperta più che una vetrina. Per chi segue l'animazione d'autore, Bologna resta un appuntamento da tenere in agenda, anche quando le date cambiano.

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