Future Film Festival 2021, il ritorno a dicembre premia My Sunny Maad

La ventunesima edizione si sposta in inverno, tra Modena e Bologna, e consegna il primo premio al film di Michaela Pavlátová. Secondo posto ex aequo per The Crossing e Snotty Boy.

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Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Un festival di animazione a dicembre, a ridosso delle feste. Per chi era abituato al Future Film Festival di primavera, la ventunesima edizione ha avuto un'aria diversa fin dal calendario. Dopo due giornate al Laboratorio Aperto di Modena, il programma si è spostato a Bologna dall'8 al 12 dicembre, con la Cineteca come base per i concorsi. La cerimonia di domenica sera ha chiuso la manifestazione con un verdetto netto in cima e un pareggio subito sotto.

Il palmarès

Il primo premio del concorso lungometraggi è andato a My Sunny Maad di Michaela Pavlátová, coproduzione tra Repubblica Ceca, Francia e Slovacchia. Il film racconta la vita di una giovane donna ceca che sposa un afghano e si trasferisce a Kabul, dentro una famiglia allargata. Pavlátová, autrice da anni di corti premiati, arriva qui al suo primo lungometraggio d'animazione, con un disegno semplice, colori piatti e una narrazione che non cerca il melodramma.

Il secondo premio è stato diviso tra due titoli molto lontani. The Crossing (La Traversée) di Florence Miailhe è un'opera prima realizzata in pittura animata, fotogramma dopo fotogramma, sulla fuga di due fratelli attraverso un'Europa di confini e campi profughi. Snotty Boy di Santiago López Jover e Marcus H. Rosenmüller, produzione austro-tedesca, prende invece la strada della satira e si ispira alla vita e alle vignette di Manfred Deix, caricaturista austriaco capace di ferocia rara.

Nei corti ha vinto What Resonates in Silence di Marine Blin. Il secondo premio è andato a Ôcorce di Samuel Patthey e Silvain Monney, la menzione speciale a Mom di Kajika Aki Ferrazzini. La giuria era formata da tre nomi che conoscono l'animazione dall'interno o la studiano da vicino. C'erano Marco Bellano dell'Università di Padova, l'animatore e regista Raúl García e Roy Menarini dell'Università di Bologna.

Yamamura e le altre visioni

Il momento più atteso, almeno per chi segue l'animazione d'autore giapponese, è arrivato la prima sera in Cineteca. Dozens of Norths di Koji Yamamura è stato presentato in anteprima italiana, con il regista collegato in video. Si tratta del primo lungometraggio di Yamamura, scritto, dipinto e diretto da lui, e nasce dalle illustrazioni che l'autore aveva pubblicato sulla rivista letteraria Bungakukai dopo il terremoto e lo tsunami del 2011. Chi conosce Mt. Head ritrova lo stesso segno nervoso, qui disteso su un'ora abbondante di immagini più vicine alla poesia visiva che al racconto.

In concorso c'era anche Climbing della coreana Kim Hye-mi, storia di un'arrampicatrice che dopo un incidente comincia a ricevere telefonate da un'altra sé stessa. Un film piccolo e inquieto, che conferma la vivacità del cinema d'animazione indipendente sudcoreano.

Piano terra, l'animazione e la crisi ambientale

L'edizione ha proposto anche un ciclo intitolato Piano terra || Ground Floor, dedicato al consumo di suolo, all'inquinamento degli oceani e più in generale alla crisi climatica. Ad aprirlo, la sera dell'8 dicembre, è stato un classico che pochi associano subito all'ecologia, La collina dei conigli di Martin Rosen, del 1978. Rivisto oggi, il film tratto dal romanzo di Richard Adams appare per quello che è sempre stato, la storia di un esodo provocato dalla distruzione di un habitat.

Accanto alle sale, il Future Film Festival ha mantenuto la sua vocazione per le tecnologie. La giornata di apertura bolognese al DAMSLab era dedicata ai videogiochi italiani, con un incontro curato da Ivan Venturi, e il 9 dicembre si è tenuto l'ARVR Summit sulla realtà virtuale e aumentata. Il premio per le opere immersive è andato a Strands of Mind di Adrian Meyer.

La direzione artistica è rimasta a Giulietta Fara, che guida il festival dalla nascita, mentre l'organizzazione è passata a Doc Servizi in collaborazione con l'Associazione Amici del Future Film Festival. La formula invernale e divisa tra due città è ancora da rodare. I film scelti, però, hanno dato ragione a chi li ha selezionati.

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