Future Film Festival 2018, il programma tra rotoscopio, Takahata e Window Horses
Dal 29 maggio al 3 giugno Bologna ospita il festival dedicato al cinema d'animazione e agli effetti speciali. Dieci film in concorso, anteprime da Cartoon Saloon e Ponoc, una tavola rotonda per Isao Takahata.

Isao Takahata è morto il 5 aprile, e il Future Film Festival ha deciso di ricordarlo con una tavola rotonda dal titolo Ricordi struggenti. Non è l'unico segno della sua presenza nel programma dell'edizione 2018, che si terrà a Bologna dal 29 maggio al 3 giugno. Nella sezione per i più piccoli, FFKids, due laboratori invitano i bambini ad animare le figurine di Anna dai capelli rossi e di Heidi, le serie che Takahata diresse negli anni Settanta e che in Italia generazioni intere conoscono a memoria.
Il concorso, tra disegno, ritagli e pupazzi
Dieci film si contenderanno il Platinum Grand Prize, e la selezione è una delle più varie degli ultimi anni. Ci sono opere costruite sul disegno, sulla carta ritagliata, sul rotoscopio e sulla stop-motion, accanto a qualche titolo dal vero che il festival, fedele alla sua doppia anima di animazione ed effetti speciali, continua a includere.
Il titolo che aspettiamo di più è Window Horses: The Poetic Persian Epiphany of Rosie Ming della canadese Ann Marie Fleming. Racconta di una giovane poetessa che viene invitata a un festival di poesia a Shiraz e lì scopre la storia del padre iraniano che non ha mai conosciuto. Il film alterna stili grafici diversi a seconda delle poesie recitate, e promette di essere uno dei più delicati della selezione.
Tehran Taboo di Ali Soozandeh usa il rotoscopio per raccontare la doppia morale della capitale iraniana, dove quello che è vietato in pubblico accade di continuo in privato. 1917, The Real October di Katrin Rothe ricostruisce la rivoluzione russa attraverso gli occhi degli artisti che la vissero, con figure di carta animate. Mutafukaz, coproduzione franco giapponese con lo Studio 4°C, porta a Bologna l'estetica del fumetto di Guillaume Renard. The Wolf House dei cileni Joaquín Cociña e Cristóbal León è un incubo in stop-motion girato dentro le stanze di una casa che si trasforma di continuo.
C'è poi The Man Who Knew 75 Languages, film d'animazione della danese Anne Magnussen, che terrà anche un incontro dedicato alle tecniche e ai segreti del rotoscopio. Chi si interessa al rapporto tra ripresa dal vero e disegno farà bene a segnarselo. Completano il concorso A Man Is Dead, Dave Made a Maze, My Dogs, Jinjin and Akida e Where It Floods.
Le anteprime fuori concorso
Fuori concorso il festival propone undici anteprime, e almeno tre riguardano direttamente il disegno animato. The Breadwinner di Nora Twomey, prodotto da Cartoon Saloon con Angelina Jolie tra i produttori esecutivi, segue una bambina di Kabul che si traveste da maschio per mantenere la famiglia sotto il regime talebano. Mary e il fiore della strega di Hiromasa Yonebayashi è il primo lungometraggio dello Studio Ponoc, nato da ex collaboratori dello Studio Ghibli. Big Fish & Begonia è il film cinese di Liang Xuan e Zhang Chun che ha portato in sala una mitologia acquatica di grande impatto visivo.
Accanto a loro ci sono On Happiness Road della taiwanese Sung Hsin-yin, Insects di Jan Švankmajer, I'll Just Live in Bando, e titoli dal vero come Unsane di Steven Soderbergh e Les garçons sauvages.
Restauri, Gatta Cenerentola e realtà virtuale
Tra gli eventi spiccano due restauri in 4K. Il barone di Münchhausen di Karel Zeman, capolavoro ceco che mescola attori, incisioni animate e trucchi ottici, e Legend of the Mountain di King Hu. Marino Guarnieri, uno dei registi di Gatta Cenerentola, terrà una masterclass, e un incontro sarà dedicato alla sfida della stop-motion attraverso i materiali del film Mani rosse. Non mancano gli appuntamenti sulla realtà virtuale, con un concorso dedicato, e un ciclo di fantascienza classica che va da Il pianeta proibito a Moon.
La premiazione è fissata per domenica 3 giugno alle 20 al Cinema Lumière. Saremo a Bologna per raccontarvi il palmarès.


