Annecy 2018, il Cristal a Funan di Denis Do e la doppietta di The Breadwinner
Un esordio sulla Cambogia dei Khmer rossi vince il lungometraggio, Cartoon Saloon prende giuria e pubblico. Nei corti trionfa Bloeistraat 11, e il disegno a mano di Trevor Jimenez conquista la sala.

Due film disegnati, due storie di guerra raccontate dal punto di vista di chi la subisce, e un palmarès del lungometraggio che a Annecy 2018 (11-16 giugno) si divide quasi tutto tra loro. Il Cristal è andato a Funan di Denis Do, opera prima. Il premio della giuria e quello del pubblico a The Breadwinner (in Francia Parvana, une enfance en Afghanistan) di Nora Twomey. A presiedere la giuria generale c'era Claude Barras, vincitore del Cristal due anni fa con Ma vie de Courgette.
Funan, la memoria di una madre
Funan comincia nel 1975, quando i Khmer rossi svuotano Phnom Penh e spingono la popolazione verso le campagne. Una giovane madre, Chou, perde il figlio durante la marcia e il film segue i suoi anni nei campi di lavoro, la fame, il tentativo ostinato di ritrovarlo. Denis Do, francese di origine cambogiana, ha costruito la sceneggiatura a partire dai ricordi della propria madre. Lo stile è sobrio, linee pulite e colori morbidi, e proprio questa compostezza rende più duri i momenti di violenza, mostrati spesso fuori campo o in campo lungo.
La giuria del lungometraggio (Alê Abreu, Emily Loizeau e Dan Sarto) l'ha preferito a un concorso di livello alto, dove c'erano Mirai di Mamoru Hosoda, Okko et les fantômes di Kitarō Kōsaka, l'italiano Gatta Cenerentola della Mad Entertainment di Napoli, il colombiano Virus tropical di Santiago Caicedo e il brasiliano Tito e os pássaros, in un'edizione che aveva proprio il Brasile come paese d'onore. Una menzione è andata a La casa lobo di Cristóbal León e Joaquín Cociña, incubo cileno in stop-motion dipinta.
Cartoon Saloon fa il bis
Per Cartoon Saloon, lo studio irlandese di Kilkenny, è un'altra tappa di un percorso che passa ormai sempre da qui. The Breadwinner, tratto dal romanzo di Deborah Ellis, racconta di Parvana, bambina di Kabul che sotto i talebani si taglia i capelli e si veste da ragazzo per mantenere la famiglia dopo l'arresto del padre. Twomey alterna la Kabul realistica a una fiaba raccontata dalla protagonista, disegnata con un tratto più ritagliato, quasi da teatro di carta. Il film era già noto, candidato all'Oscar qualche mese fa, ma il doppio riconoscimento dice quanto abbia toccato tanto la giuria quanto il pubblico del Bonlieu.
I corti, tra plastica e matita
Nel cortometraggio il Cristal è andato a Bloeistraat 11 di Nienke Deutz, coproduzione tra Belgio e Paesi Bassi. È la storia di un'amicizia tra due ragazze che si incrina durante un'estate, raccontata con una tecnica mista in cui i corpi sembrano fatti di plastica trasparente. Un film piccolo e preciso, che lascia addosso un certo disagio.
Il corto che ha fatto più parlare, però, è Weekends di Trevor Jimenez, premio della giuria e premio del pubblico. Disegnato a mano, segue un bambino che passa la settimana da una casa all'altra dei genitori separati, nella Toronto degli anni Ottanta, con sequenze oniriche che tradiscono la formazione da story artist del regista. Il premio Jean-Luc Xiberras per l'opera prima è andato a Egg di Martina Scarpelli, il premio Sacem per la musica a Cadavre exquis di Stéphanie Lansaque e François Leroy, la giuria junior ha scelto La Mort, père et fils di Denis Walgenwitz e Winshluss. Il premio Fipresci è andato a La chute di Boris Labbé, il premio André Martin per il corto francese a Ce magnifique gâteau ! di Emma de Swaef e Marc James Roels.
Scuole e televisione
Il Cristal del film di fine studi va al britannico Barbeque di Jenny Jokela, mentre il premio della giuria della sezione è per Inanimate di Lucia Bulgheroni. Menzione per Hybrids, film collettivo di cinque studenti francesi.
In televisione il Cristal è andato a Pig: The Dam Keeper Poems di Erick Oh, con i due episodi presentati, e il premio della giuria per una serie a un episodio di We Bare Bears diretto da Daniel Chong. Nei film di commissione ha vinto Leica, Everything in Black and White del brasiliano Mateus de Paula Santos, con il premio della giuria ad Happy di Alice Saey.
Il quadro che esce dalla settimana è abbastanza chiaro. Il lungometraggio d'autore disegnato, quello che racconta il mondo reale e non ha paura di argomenti pesanti, sta vivendo una stagione felice, e Annecy ha deciso di dirlo a voce alta.


