Folimage e Jacques-Rémy Girerd, lo studio di Valence che ha decentrato l'animazione francese

Fondato nel 1981 nella Drôme, Folimage ha prodotto cortometraggi da Oscar e lungometraggi come Mia e il Migù, e ha fatto nascere la scuola La Poudrière.

Illustrazione per l’articolo: Folimage e Jacques-Rémy Girerd, lo studio di Valence che ha decentrato l'animazione francese
Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Per molto tempo, fare animazione in Francia significava lavorare a Parigi. Folimage ha cambiato questa geografia. Lo studio, nato all'inizio degli anni Ottanta a Valence, nella valle del Rodano, ha prodotto per decenni cortometraggi, serie televisive e lungometraggi, e ha contribuito a fare della regione un polo dell'animazione europea.

Un fondatore che viene dalla plastilina

Jacques-Rémy Girerd, nato nel 1952, fondò Folimage nel 1981. I suoi primi lavori sono film in plastilina, ma lo studio si è presto aperto a tecniche diverse, in particolare al disegno animato 2D, che è diventato col tempo il suo terreno principale. Girerd voleva costruire uno studio che fosse anche un luogo di formazione e di sperimentazione, aperto agli autori.

Negli anni Ottanta e Novanta Folimage produsse serie per la televisione e cortometraggi d'autore. Tra questi c'è Il monaco e il pesce di Michaël Dudok de Wit, del 1994, candidato all'Oscar, che ha fatto conoscere lo studio anche fuori dalla Francia. Folimage ha ospitato in residenza autori di diversi paesi, offrendo loro mezzi e tempo per realizzare progetti personali.

I lungometraggi di Girerd

Girerd stesso ha diretto i due lungometraggi che hanno segnato il passaggio dello studio al cinema. La profezia delle ranocchie, del 2003, è una rilettura dell'arca di Noè: un diluvio sommerge la campagna, e una famiglia, insieme agli animali di uno zoo, si ritrova su un granaio galleggiante. Lo stile ricorda l'illustrazione per l'infanzia, con colori a pastello e contorni morbidi.

Mia e il Migù, del 2008, racconta di una bambina sudamericana che parte alla ricerca del padre, scomparso in un cantiere dove si costruisce un enorme complesso turistico in mezzo alla foresta. Il film è dipinto con colori densi e pittorici, con fondali che sembrano quadri, e affronta temi ecologici con un tono di fiaba. Ha ottenuto premi europei importanti, tra cui il premio come miglior film d'animazione agli European Film Awards.

Una vita da gatto

Il film che ha portato Folimage a un pubblico ancora più vasto è Una vita da gatto, del 2010, diretto da Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol, due autori cresciuti nello studio. Racconta di un gatto che di giorno vive con una bambina e la madre commissario di polizia, e di notte accompagna un ladro sui tetti di Parigi. Il disegno è stilizzato, con figure allungate e angolose, e il film fu candidato all'Oscar.

Gli stessi registi hanno poi diretto Phantom Boy, del 2015, ambientato a New York, su un ragazzo malato capace di uscire dal proprio corpo.

La Poudrière

Un contributo meno visibile ma fondamentale di Folimage è la scuola La Poudrière, fondata a Valence alla fine degli anni Novanta. È una scuola di regia del cinema d'animazione, che forma registi più che tecnici. Gli studenti lavorano su progetti brevi, imparano a scrivere, a progettare un film, a dirigere un gruppo. Molti autori europei degli ultimi decenni sono passati di lì.

L'insieme di studio e scuola ha creato nella regione un ambiente favorevole all'animazione, che ha attirato altre società e professionisti.

Un modello di decentramento

La storia di Folimage mostra un modello di animazione diverso da quello dei grandi studi internazionali. È un modello che si basa su incentivi pubblici, su coproduzioni europee, sulla formazione e sulla fiducia negli autori. I film prodotti dallo studio non hanno sempre avuto grandi incassi, ma hanno contribuito a definire uno stile europeo di animazione per l'infanzia, attento alla qualità grafica, ai temi sociali e ambientali, alla varietà delle tecniche.

Lo studio ha attraversato anche periodi di difficoltà economiche, come molte realtà indipendenti. Ma la sua storia resta un esempio di come un'impresa d'animazione possa crescere lontano dalle capitali e trasformare un territorio in un luogo di creazione.

folimagejacques-remy girerdla poudriereuna vita da gattoanimazione francese

Leggi anche

Ogni venerdì nella tua casella

L’animazione 2D, una lettera alla volta