Don Bluth, l'animatore che lasciò Disney per difendere il disegno classico
Nel 1979 uscì da Burbank con un gruppo di colleghi. Da lì nacquero Brisby e il segreto di NIMH, Fievel, Piedino e un videogioco disegnato a mano.

Nel settembre del 1979 un gruppo di animatori lasciò lo studio Disney nello stesso giorno. A guidarlo c'era Don Bluth, insieme a Gary Goldman e John Pomeroy. La loro accusa era chiara: la Disney aveva smesso di fare l'animazione che aveva reso grande lo studio, e loro volevano recuperarla. L'uscita, nel pieno della lavorazione di Red e Toby, mise in difficoltà la produzione e segnò l'inizio di una delle rivalità più interessanti dell'animazione americana.
La formazione
Don Bluth nacque a El Paso, in Texas, il 13 settembre 1937, e crebbe in parte nello Utah. Da ragazzo copiava i fumetti Disney e sognava di lavorare a Burbank. Ci entrò brevemente alla metà degli anni Cinquanta, come assistente durante la lavorazione della Bella addormentata nel bosco, poi lasciò l'animazione per alcuni anni, durante i quali svolse anche un periodo di missione religiosa in Argentina.
Tornò all'animazione lavorando per la Filmation e rientrò alla Disney all'inizio degli anni Settanta. Fu animatore su Robin Hood e sulle Avventure di Bianca e Bernie, e diresse le parti animate di Elliott il drago invisibile. Era considerato uno dei possibili eredi dei Nine Old Men.
Lo studio indipendente
Prima ancora di uscire, Bluth e i suoi collaboratori avevano lavorato nel tempo libero a un cortometraggio, Banjo the Woodpile Cat. Fondato il loro studio, firmarono nel 1982 il primo lungometraggio, Brisby e il segreto di NIMH, tratto da un romanzo di Robert C. O'Brien.
Il film è ancora oggi il loro risultato più ammirato. Racconta di una topolina vedova che deve salvare la propria famiglia e incontra una comunità di ratti resi intelligenti da esperimenti di laboratorio. L'animazione è ricchissima: luci e ombre stratificate, effetti di bagliore, fondali densi, un'atmosfera cupa che gli studi americani di quegli anni evitavano. Lo studio recuperò tecniche costose che alla Disney erano state abbandonate per ragioni di budget.
Il film ebbe un buon successo di critica ma un risultato commerciale modesto.
Il videogioco e Spielberg
Nel 1983 lo studio realizzò l'animazione di Dragon's Lair, videogioco da sala su laserdisc in cui il giocatore guidava il cavaliere Dirk attraverso sequenze di cartone animato interattivo. Fu un fenomeno nelle sale giochi e uno dei primi esempi di animazione 2D di qualità cinematografica in un videogioco.
L'incontro con Steven Spielberg produsse i maggiori successi di Bluth. Fievel sbarca in America, del 1986, racconta l'emigrazione di una famiglia di topi ebrei russi verso New York. Nel 1988 arrivò Alla ricerca della valle incantata, con il cucciolo di dinosauro Piedino, prodotto con Spielberg e George Lucas. Entrambi i film andarono molto bene, e il secondo uscì in concorrenza diretta con Oliver & Company della Disney.
Dublino e gli anni Novanta
Alla fine degli anni Ottanta lo studio si trasferì in Irlanda, a Dublino, attratto da incentivi pubblici. Lì realizzò Charlie, anche i cani vanno in paradiso, del 1989, e poi titoli meno riusciti come Rock-a-Doodle e Pollicina. Lo studio irlandese contribuì alla formazione di una scena locale di animazione.
Nella seconda metà degli anni Novanta Bluth e Goldman diressero per la Fox Anastasia, del 1997, uno dei maggiori successi commerciali della loro carriera, e nel 2000 Titan A.E., che mescolava animazione disegnata e computer grafica e fu un insuccesso.
Un'alternativa rimasta aperta
Negli anni successivi Bluth si dedicò all'insegnamento, al teatro e a progetti personali, sostenuti anche da campagne di finanziamento dal basso. I suoi film, a volte squilibrati nella sceneggiatura, restano importanti per una ragione precisa. Negli anni in cui la Disney sembrava perdere fiducia nel disegno animato, Bluth dimostrò che c'era ancora un pubblico per un'animazione 2D ricca, cupa e ambiziosa. Senza la sua concorrenza, è probabile che la rinascita di Burbank alla fine degli anni Ottanta sarebbe arrivata più tardi.


