Fantoche 2022, a Baden vince la matita sospesa di Atsushi Wada
Alla ventesima edizione del festival svizzero il premio Best Film va a Bird in the Peninsula. Il pubblico sceglie Au revoir Jérôme!, tra i film svizzeri trionfa Marina Rosset.

Venti edizioni, un focus sui Balcani, un centro festival nel vecchio complesso industriale del Merker-Areal. Fantoche, il festival internazionale del film d'animazione di Baden, ha chiuso domenica 11 settembre un'edizione celebrativa cominciata il 6, e il suo palmarès ha premiato un autore che dell'attesa e del silenzio ha fatto un metodo: il giapponese Atsushi Wada, vincitore del premio Best Film con Bird in the Peninsula.
Il tempo dilatato di Wada
Chi conosce i corti di Wada sa cosa aspettarsi. Personaggi dal corpo morbido e dai contorni incerti, disegnati a matita, che compiono gesti minimi, si fermano, ripetono. Ambienti spogli. Un umorismo che nasce dall'assurdo più che dalla gag. Bird in the Peninsula, coproduzione tra Francia e Giappone di sedici minuti, resta fedele a questo linguaggio e alla sua strana ipnosi.
Il premio di Baden ha una logica precisa. Fantoche ha costruito la propria identità sul cortometraggio d'autore, e la competizione internazionale premia tradizionalmente film che chiedono allo spettatore di adattarsi al loro ritmo. Wada, che dieci anni fa aveva vinto l'Orso d'argento alla Berlinale con The Great Rabbit, è uno degli esempi più coerenti di questa idea di animazione.
La giuria internazionale era composta da Clémence Bragard, Ina Pira, Eva Schweizer, Léo Soesanto e Sarnt Utamachote.
Gli altri premi internazionali
Il premio High Risk, riservato ai film più audaci, è andato a Epicenter della sudcoreana Heeyoon Hahm. Il New Talent ha premiato Sierra dell'estone Sander Joon, autore che da qualche anno raccoglie premi in tutta Europa con il suo umorismo meccanico e surreale. Una menzione speciale è andata a Menagerie dello statunitense Jack Gray.
Il film che ha fatto più felici gli spettatori è stato Au revoir Jérôme! di Adam Sillard, Gabrielle Selnet e Chloé Farr, otto minuti di colori accesi e invenzioni visive su un uomo che cerca la moglie scomparsa in un aldilà bizzarro e affollato. Ha vinto sia il premio del pubblico sia il Best Visual, e conferma la forza della scuola francese nel 2D colorato e ritmico.
La volpe di Marina Rosset
Nella competizione svizzera la protagonista è stata Marina Rosset con La reine des renards, vincitrice del Best Swiss e del premio del pubblico. Il film è una favola disegnata con un tratto essenziale, con al centro la figura di una regina delle volpi. Rosset è tra le autrici più riconoscibili della nuova animazione svizzera, e a Baden gioca in casa.
Gli altri premi nazionali sono andati a Manchmal weiss ich nicht wo die Sonne di Samantha Aquilino (High Swiss Risk), a The Record di Jonathan Laskar (New Swiss Talent), a Boddyssey di Jonas Bienz (Fantastic Swiss) e a Miracasas di Raphaëlle Stolz (Swiss Youth Award). Lo Swiss Animation Industry Award ha premiato Sous emprise di Camille Bovey.
Per i più giovani, la giuria e il pubblico dei bambini sono stati d'accordo: LOOP dello spagnolo Pablo Polledri ha vinto sia il Best Kids sia lo Young Audience Award, con una menzione per Elevator Alone della greca Anastasia Papadopoulou.
Un festival che compie gli anni guardando a est
Al di là del palmarès, l'edizione dei vent'anni ha portato a Baden una ricca selezione dedicata ai Balcani, con la curatela di Mina Sablić Papajić, che sedeva anche nella giuria svizzera. È una scelta che riconnette Fantoche alla storia lunga dell'animazione d'autore europea, quella che a Zagabria e Belgrado ha prodotto alcune delle sue pagine più importanti, e che ricorda come il cortometraggio disegnato abbia sempre viaggiato meglio nei festival che nelle sale.


