Annecy 2025, Arco di Ugo Bienvenu vince il Cristal del lungometraggio
L'opera prima di Bienvenu conquista giuria e premio per la musica, ChaO di Yasuhiro Aoki il premio della giuria. Al pubblico piace Little Amélie, il corto va a The Night Boots.

Un bambino arriva da un futuro lontanissimo, attraversa il cielo lungo un arcobaleno e precipita per sbaglio nel 2075, in un mondo che ha già cominciato a fare i conti con il clima. Con questa storia, raccontata in un 2D dai colori pieni e luminosi, Ugo Bienvenu ha vinto sabato 14 giugno il Cristal del lungometraggio ad Annecy. Arco è il primo film del regista e fumettista francese, coprodotto anche dalla MountainA di Natalie Portman, ed era arrivato al festival dopo la proiezione speciale a Cannes, in maggio. Il film ha ricevuto anche il premio SACEM per la musica originale di un lungometraggio, firmata da Arnaud Toulon.
Una competizione tutta disegnata in vetta
Dietro Arco, il premio della giuria è andato a ChaO del giapponese Yasuhiro Aoki, storia d'amore tra un uomo e una sirena prodotta dallo Studio 4°C, che ad Annecy ha mostrato ancora una volta quanto l'animazione giapponese possa essere libera quando si allontana dagli standard della serialità televisiva. Il premio del pubblico ha scelto invece Little Amélie or the Character of Rain di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han, adattamento del romanzo di Amélie Nothomb sulla sua infanzia in Giappone. Tre film disegnati sui tre gradini più visibili del concorso: dopo un'edizione 2024 dominata da altre tecniche, il 2D si riprende la scena.
Il premio Paul Grimault è andato a Dandelion's Odyssey di Momoko Seto, che mescola riprese scientifiche e animazione digitale, e la Fondation Gan ha sostenuto la distribuzione di Olivia and the Invisible Earthquake di Irene Iborra, in passo uno. A Death Does Not Exist di Félix Dufour-Laperrière è andata una distinzione per la musica di Jean L'Appeau.
Il Contrechamp parla canadese
Nel Contrechamp il Grand Prix è andato a Endless Cookie dei canadesi Seth e Peter Scriver, mentre il premio della giuria della sezione ha scelto il sudcoreano The Square di Kim Bo-sol. L'unico titolo italiano in gara, Balentes di Giovanni Columbu, non figura tra i premiati.
Corti, serie, scuole
Il concorso dei cortometraggi ha incoronato The Night Boots (Les Bottes de la nuit) del francese Pierre-Luc Granjon, che ha fatto tripletta: Cristal, premio del pubblico e premio André Martin per il miglior corto francese. Il premio della giuria è andato a Les Bêtes dello statunitense Michael Granberry, che ha ricevuto anche il premio Vimeo Staff Pick.
Per chi ama il disegno a mano la notizia più bella è forse l'Alexeïeff-Parker assegnato a Sappho della brasiliana Rosana Urbes, animatrice di lunga esperienza, già autrice di Guida, corto disegnato a mano che aveva girato a lungo nei festival. Il premio per un'opera prima è andato a Zwermen di Janneke Swinkels e Tim Frijsinger, il premio Off-Limits a The Graffiti del giapponese Ryo Orikasa.
In televisione ha vinto Christo the Civilized Barbarian di Shaddy Safadi, con l'episodio Hunting Party, che si è preso sia il Cristal sia il premio della giuria per una serie. Lo speciale premiato è An Almost Christmas Story di David Lowery, mentre il pubblico ha preferito Freaked Out di Théo Grosjean e Mothy Richard. Nel campo dei film su commissione il Cristal è andato a Ye Kuo Si Kuo di Lola Lefevre, che ad Annecy aveva già ricevuto una menzione nel 2022 con un film di diploma: una piccola storia di continuità che dice molto sul ruolo del festival.
Tra i film di fine studi ha vinto Zootrope della francese Léna Martinez; il premio della giuria è andato a Between the Gaps di Martin Bonnin, il premio Lotte Reiniger a Q del giapponese Masataka Kihara.
Fuori concorso, la settimana ha visto la consegna dei Cristal d'onore a Matt Groening, Michel Gondry e Joanna Quinn, e un ricco omaggio all'animazione ungherese, ospite di questa edizione. Ma è il palmarès a restare. Dopo la parentesi del 2024, Annecy torna a premiare un'opera prima disegnata e piena di colore, che parla di futuro senza cinismo.


