Il brevetto di Earl Hurd, come un foglio trasparente cambiò l'animazione per 75 anni
Nel 1915 l'Ufficio brevetti degli Stati Uniti riconobbe a Earl Hurd l'idea di disegnare i personaggi su celluloide sopra uno sfondo fisso. Nacque così il rodovetro.

Un cartone animato di sette minuti, a ventiquattro fotogrammi al secondo, richiede migliaia di immagini. Negli anni Dieci del Novecento ogni immagine doveva contenere tutto: il personaggio, ma anche la casa sullo sfondo, gli alberi, la strada. O la si ricopiava a mano migliaia di volte, oppure si rinunciava allo sfondo. Molti film dell'epoca hanno scenografie ridotte all'osso proprio per questo motivo.
La soluzione più duratura la trovò Earl Hurd, disegnatore nato a Kansas City, nel Missouri, nel 1880. Nel dicembre del 1914 depositò un brevetto che gli fu concesso l'anno seguente. L'idea era di dipingere lo sfondo una sola volta, su carta, e di disegnare i personaggi in movimento su fogli trasparenti di celluloide da sovrapporre. In italiano quei fogli si chiamano rodovetri, in inglese cel, abbreviazione di celluloid.
Che cosa diceva il brevetto
Il brevetto di Hurd descriveva un procedimento in cui le parti mobili del disegno stavano su lastre trasparenti, mentre la scenografia restava sotto, invariata, per l'intera inquadratura. Bastava sostituire il foglio trasparente fotogramma dopo fotogramma.
Il guadagno di tempo era enorme. Ma il vantaggio non era solo quantitativo. Lo sfondo, dipinto con calma e una volta sola, poteva diventare ricco, dettagliato, pittorico. E i personaggi, separati dalla scenografia, potevano essere divisi a loro volta in livelli diversi: un braccio che si muove su un foglio, il resto del corpo fermo su un altro. Era l'inizio di un modo di lavorare per strati che avrebbe dominato l'animazione fino agli anni Novanta, e che i software digitali hanno conservato nella logica dei livelli.
Hurd, Bray e il cartello dei brevetti
Nello stesso periodo John Randolph Bray, titolare del primo vero studio d'animazione industriale di New York, aveva depositato propri brevetti su metodi per stampare gli sfondi e ridurre il lavoro di copiatura. I due si accordarono. Nel 1914 nacque la Bray-Hurd Process Company, che raccolse i brevetti e cominciò a chiedere diritti agli altri studi che usavano tecniche simili.
Per gran parte degli anni Venti chi voleva lavorare con il rodovetro in America doveva pagare una licenza. Non tutti lo fecero, e non tutti ne avevano bisogno, perché esistevano metodi alternativi. Raoul Barré, animatore franco-canadese attivo a New York, usava il cosiddetto slash system: si disegnava lo sfondo su carta, si ritagliava la zona in cui il personaggio doveva muoversi e si inserivano sotto i fogli con le figure. A Barré si attribuisce anche il sistema delle barre con perni di registro, i pioli che tengono fermi i fogli e garantiscono che ogni disegno stia esattamente al suo posto rispetto al precedente.
Quando i brevetti scaddero, il rodovetro divenne uno standard universale.
La serie di Bobby Bumps
Hurd mise in pratica la sua invenzione nei cortometraggi di Bobby Bumps, un ragazzino pestifero con un cane di nome Fido, prodotti per lo studio di Bray dalla metà degli anni Dieci. I film sono poco visti oggi, ma documentano bene la transizione: personaggi netti in nero su fondali disegnati con una cura superiore alla media del tempo.
Una tecnica, un mestiere
Il rodovetro creò anche nuove professioni. Gli animatori disegnavano su carta. Altri lavoratori, spesso donne, ricalcavano i contorni a inchiostro sul fronte della celluloide e stendevano il colore sul retro, così che le pennellate non si vedessero. I reparti di inchiostrazione e coloritura, ink and paint, divennero per decenni una componente essenziale e poco riconosciuta della produzione.
I primi rodovetri erano in nitrato di cellulosa, infiammabile e soggetto a deteriorarsi. Più tardi si passò all'acetato. Molti fogli originali sono andati perduti perché venivano lavati e riutilizzati, o semplicemente buttati: per gli studi erano strumenti, non opere. Oggi i rodovetri d'epoca sono oggetti da collezione e da asta.
Hurd lavorò poi per diversi studi, compresa la Disney negli anni Trenta, come sceneggiatore e artista di storyboard. Il suo nome resta poco noto fuori dalla cerchia degli specialisti. Eppure ogni film animato prodotto a Hollywood fino alla fine degli anni Ottanta, da Biancaneve alla Sirenetta, è stato girato con il principio descritto nel suo brevetto.


