Chi ha incastrato Roger Rabbit, il noir in cui i cartoni toccano il mondo reale
Robert Zemeckis alla regia, Richard Williams all'animazione, Topolino e Bugs Bunny nella stessa inquadratura. Il film del 1988 ha fissato uno standard per l'incontro tra disegno e riprese dal vero.

Eddie Valiant, investigatore alcolizzato, nasconde Roger nel retrobottega di un bar. Una lampada oscilla sul soffitto, e l'ombra del coniglio che ci sbatte contro si muove con lei. È un dettaglio minimo, eppure contiene il segreto di Chi ha incastrato Roger Rabbit: i personaggi disegnati non sono incollati sopra le riprese, ma reagiscono alla luce, agli oggetti, ai corpi reali.
Due registi per un film
Uscito nel giugno 1988, il film era una coproduzione tra la Touchstone, marchio della Disney, e l'Amblin di Steven Spielberg. Robert Zemeckis, reduce da Ritorno al futuro, firmò la regia delle parti dal vero. L'animazione fu affidata a Richard Williams, animatore canadese con base a Londra, già noto per i titoli di testa di alcuni film della Pantera rosa e per i suoi corti premiati.
Il soggetto veniva da un romanzo di Gary K. Wolf, ma la sceneggiatura lo trasformò profondamente. La storia è ambientata a Hollywood nel 1947. I cartoni animati sono attori in carne e ossa, per così dire, che lavorano negli studi e vivono in un quartiere segregato chiamato Toontown. Roger Rabbit, star comica, è accusato dell'omicidio di un uomo che flirtava con sua moglie Jessica. Valiant, che odia i cartoni da quando uno di loro gli ha ucciso il fratello, accetta controvoglia di aiutarlo.
Come si fa a far toccare un disegno
Il problema tecnico era duplice. Durante le riprese, Bob Hoskins doveva recitare accanto a personaggi inesistenti, guardando nel vuoto e interagendo con oggetti mossi da fili, bracci meccanici o marionette. In seguito, gli animatori di Williams dovevano disegnare i personaggi fotogramma per fotogramma, adattandoli ai movimenti reali della cinepresa e degli oggetti.
Poi si aggiungevano luci e ombre. Ogni personaggio animato riceveva strati di ombreggiatura e di luce realizzati separatamente e combinati con la stampa ottica dalla Industrial Light & Magic. Il risultato è che Roger, Jessica e gli altri sembrano avere volume, pur conservando il segno del cartone classico. La scena della lampada, in cui Roger sbatte e le ombre oscillano con la luce, è diventata tra gli addetti ai lavori un modo di dire: bump the lamp, fare quella fatica in più che lo spettatore non noterà ma che rende tutto credibile.
Hoskins, che recitava per lunghe settimane senza partner visibili, è il punto fermo umano del film. La sua capacità di guardare un coniglio che non c'è è una prova d'attore meno celebrata di quanto meriterebbe.
Topolino e Bugs Bunny insieme
Il film è anche un'operazione di diplomazia tra studi rivali. Per la prima e unica volta, personaggi Disney e Warner Bros. compaiono insieme. Topolino e Bugs Bunny cadono fianco a fianco da un grattacielo, Paperino e Daffy Duck si sfidano a un duello di pianoforti. Gli accordi prevedevano, secondo quanto riportato, che i due personaggi di punta avessero esattamente lo stesso tempo sullo schermo. Compaiono anche Betty Boop, Droopy, Woody Woodpecker e decine di altri.
Jessica Rabbit, con la voce originale non accreditata di Kathleen Turner, è una parodia della femme fatale noir, disegnata con proporzioni impossibili. La sua battuta più nota dice che lei non è cattiva, la disegnano così. In una sola frase il film riassume la sua idea: i cartoni sono vittime dei loro creatori.
Il giudice Morton
Il cattivo, il giudice Morton interpretato da Christopher Lloyd, vuole distruggere Toontown per costruire un'autostrada. Il suo piano include una soluzione chimica capace di dissolvere i cartoni, la Salamoia, e la scena in cui la usa su una scarpetta animata è sorprendentemente crudele. La rivelazione finale sulla sua vera natura è uno dei momenti più spaventosi del cinema per famiglie degli anni Ottanta.
Il film vinse tre Oscar tecnici, per montaggio, effetti visivi e montaggio degli effetti sonori, e Williams ricevette un premio speciale per la direzione dell'animazione. Più ancora dei premi, conta l'effetto sull'industria: Roger Rabbit riaccese l'interesse del pubblico per il cartone classico americano proprio mentre la Disney avviava il proprio rilancio. Nessun film successivo che ha mescolato animazione e riprese dal vero ha raggiunto lo stesso livello di cura artigianale.


