Cartoon Saloon e Tomm Moore, lo studio di Kilkenny che ha riportato il folklore nel 2D
The Secret of Kells, La canzone del mare, Wolfwalkers. Da una piccola città irlandese, Cartoon Saloon ha costruito una delle filmografie 2D più premiate del secolo.

Kilkenny è una città di poche decine di migliaia di abitanti, senza alcuna tradizione cinematografica. Eppure è da questa città dell'Irlanda sudorientale che è uscito uno degli studi più importanti dell'animazione 2D contemporanea. Cartoon Saloon, fondato nel 1999, ha visto i suoi primi quattro lungometraggi candidati all'Oscar. È un risultato che pochi studi indipendenti al mondo possono vantare.
Tre amici e un manoscritto
Lo studio fu fondato da Tomm Moore, Nora Twomey e Paul Young, che si erano conosciuti studiando animazione al Ballyfermot College di Dublino. Nei primi anni lavorarono soprattutto su serie televisive e pubblicità, ma l'obiettivo era un lungometraggio d'autore ispirato alla cultura irlandese.
Quel film fu The Secret of Kells, uscito nel 2009 e co-diretto da Moore con Nora Twomey. Racconta di Brendan, un giovane monaco dell'abbazia di Kells, nel IX secolo, che contribuisce a completare un manoscritto miniato mentre i vichinghi minacciano l'abbazia. Il riferimento è il Libro di Kells, uno dei capolavori dell'arte medievale irlandese.
Il film traduce lo stile della miniatura in animazione. Le immagini sono piatte, con prospettive volutamente ingenue, motivi geometrici e spirali celtiche, colori vivi e contorni netti. La foresta è un labirinto di linee che si intrecciano. È un approccio grafico vicino al design della UPA e alle illustrazioni di libri per l'infanzia, più che al realismo dei grandi studi.
La trilogia del folklore
The Secret of Kells è considerato il primo capitolo di una trilogia informale di Tomm Moore dedicata al folklore irlandese. Il secondo è La canzone del mare, del 2014, che racconta di due fratelli e della leggenda delle selkie, creature che vivono come foche in mare e come donne sulla terra. Il film è più intimo e malinconico, e affronta il lutto e la memoria familiare con una delicatezza rara.
Il terzo è Wolfwalkers, del 2020, diretto da Moore con Ross Stewart. Ambientato a Kilkenny nel Seicento, durante la conquista inglese guidata da Cromwell, racconta l'amicizia tra la figlia di un cacciatore inglese e una ragazza capace di trasformarsi in lupo. In questo film lo stile grafico si fa ancora più audace: il mondo della città è rigido e geometrico, quello della foresta è morbido, fatto di linee di costruzione lasciate visibili, come uno schizzo in movimento.
Oltre l'Irlanda
Nora Twomey ha diretto I racconti di Parvana, del 2017, tratto dal romanzo di Deborah Ellis. Il film segue una bambina afghana sotto il regime dei talebani che si traveste da ragazzo per poter mantenere la famiglia. È un'opera molto diversa dai film di Moore, più realistica nel racconto, e dimostra che lo studio non è legato a un solo autore né a un solo tema.
Twomey ha poi diretto Il drago di mio padre, del 2022, prodotto per Netflix. Anche il cortometraggio Late Afternoon di Louise Bagnall, su una donna anziana che rivive ricordi della sua vita, è stato candidato all'Oscar.
Un modello produttivo
Cartoon Saloon ha dimostrato che uno studio di animazione 2D poteva prosperare lontano dalle grandi capitali, grazie a coproduzioni europee, incentivi pubblici e una forte identità artistica. Lo studio ha anche contribuito alla crescita dell'industria dell'animazione irlandese, oggi una delle più vivaci d'Europa.
Il suo contributo estetico è altrettanto importante. In un periodo dominato dalla computer grafica, Cartoon Saloon ha difeso un'animazione 2D che rivendica la propria piattezza, che trasforma la storia dell'arte locale in linguaggio animato e che si rivolge alle famiglie senza rinunciare alla complessità. Per molti giovani animatori europei, è diventato un punto di riferimento concreto: la prova che si può fare cinema disegnato d'autore e trovare un pubblico internazionale.


