Bill Plympton, l'animatore che disegna ogni fotogramma dei suoi lungometraggi

Matita, humour nero, distribuzione fai da te. Da Your Face a Cheatin', Bill Plympton ha costruito a New York un modello di animazione d'autore totalmente indipendente.

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Immagine: Manfred Werner - Tsui · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Nel 1987 un uomo canta una canzone sentimentale mentre la sua faccia si deforma in tutti i modi possibili: il naso si avvita, la bocca scivola dietro la testa, gli occhi rotolano via. Your Face, cortometraggio di tre minuti disegnato a matita colorata, fu candidato all'Oscar. Bill Plympton, il suo autore, era fino ad allora un illustratore e un vignettista. Da quel momento è diventato una delle figure più riconoscibili dell'animazione indipendente americana.

Dall'Oregon a Manhattan

Bill Plympton nacque a Portland, in Oregon, nel 1946. Da ragazzo sognava di lavorare per la Disney, ma alla fine si trasferì a New York, dove studiò alla School of Visual Arts e lavorò per anni come illustratore e autore di vignette per giornali e riviste, tra cui il New York Times e Vogue. Il suo stile, fatto di tratteggi fitti a matita e di figure deformate, era già riconoscibile nelle sue illustrazioni.

L'incontro con l'animazione arrivò abbastanza tardi, all'inizio degli anni Ottanta. Your Face gli diede notorietà e lo convinse a dedicarsi completamente all'animazione.

Uno stile da vignettista

I film di Plympton sono costruiti sulla metamorfosi e sull'esagerazione. I corpi si deformano in modo violento e comico, gli oggetti diventano armi o creature viventi, le situazioni quotidiane, come baciarsi o fare colazione, si trasformano in incubi surreali. La violenza è spesso grottesca, ma raramente realistica, e fa ridere per eccesso.

Plympton lavora a matita, spesso colorata, con un tratto molto riconoscibile. Il segno resta visibile, vibra da un disegno all'altro, dà alle immagini una qualità artigianale che i software di animazione tendono a eliminare.

Tra i cortometraggi più noti ci sono Guard Dog, del 2004, con un cane paranoico che vede minacce ovunque, anch'esso candidato all'Oscar, e numerose brevi opere di humour nero sulle relazioni, sul sesso e sulla vita urbana.

Il lungometraggio come impresa personale

Plympton è diventato noto anche perché è stato tra i primi a realizzare lungometraggi d'animazione disegnati quasi interamente da un solo autore. The Tune, del 1992, racconta di un cantautore alla ricerca di una canzone di successo che finisce in una città fantastica. Seguirono I Married a Strange Person!, del 1997, Mutant Aliens, Hair High e Idioti e angeli, del 2008, una storia di redenzione cupa e senza dialoghi.

Cheatin', del 2013, è forse il suo film più riuscito. Racconta, ancora senza parole, la storia di una coppia distrutta dalla gelosia, con un tono che passa dal comico al tragico. I disegni a matita, colorati in digitale con acquerelli e texture, hanno una grande espressività.

Plympton è anche noto per il suo modello di produzione. Finanzia i propri film con lavori su commissione, vendita di disegni originali e campagne di raccolta fondi, e cura spesso in prima persona la distribuzione, presentandoli nei festival e vendendoli direttamente al pubblico. Ha lavorato anche su videoclip, tra cui uno per Kanye West, e ha disegnato una sigla d'apertura per I Simpson.

Il festival come casa

Plympton è una presenza costante nei festival d'animazione di tutto il mondo, dove spesso disegna dal vivo e incontra il pubblico. Questa vicinanza fa parte del suo modo di lavorare: il pubblico dei festival è il suo pubblico, e la sua carriera si è costruita film dopo film, senza il sostegno di grandi studi.

Il suo esempio è stato importante per molti autori indipendenti. Plympton ha dimostrato che era possibile fare animazione personale, adulta e irriverente al di fuori dei sistemi produttivi tradizionali, e farla per decenni. Il suo cinema è disuguale, a volte ripetitivo, ma ha un'energia rara. Al centro c'è sempre una matita che si muove, con la libertà di chi non deve rendere conto a nessuno se non al proprio senso dell'umorismo.

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