Animare un lancio, dalla carica del corpo alla traiettoria dell'oggetto
Lanciare una palla coinvolge piedi, bacino, busto, spalla e polso in sequenza. Le pose chiave, i tempi a 24 fotogrammi e il passaggio di energia dal corpo all'oggetto.

Un bambino che lancia per la prima volta una palla usa solo il braccio. La palla cade a due metri. Un lanciatore esperto usa tutto il corpo, dai piedi alle dita, e la palla vola lontano. Questa differenza è il cuore dell'esercizio: un lancio animato funziona quando l'energia si vede passare da una parte del corpo all'altra, come in una catena.
La catena cinetica
Nel lancio il movimento parte dal basso e sale. L'ordine è sempre lo stesso:
- il piede avanzato si pianta a terra;
- il bacino ruota in avanti;
- il busto segue il bacino, con un leggero ritardo;
- la spalla porta avanti il braccio;
- il gomito si distende;
- il polso scatta e la mano rilascia l'oggetto.
Ogni segmento accelera quando il precedente rallenta. È lo stesso principio della frusta o del pendolo snodato, applicato a un corpo intero. Se tutte le parti partono insieme, il lancio sembra debole, spinto da una forza esterna.
Le pose chiave
Per un lancio di una palla dall'alto, da destrimano, le pose principali sono cinque.
- Posa di partenza: il personaggio guarda il bersaglio, la palla in mano.
- Carica: il peso si sposta sulla gamba dietro, il busto ruota all'indietro, il braccio con la palla si porta indietro e in alto, il braccio libero punta verso il bersaglio.
- Passo e rotazione: il piede avanzato si pianta, il bacino ruota in avanti mentre il braccio è ancora indietro. È la posa di massima torsione.
- Rilascio: il braccio è disteso in avanti, sopra la testa o poco davanti, la palla lascia la mano.
- Seguito: il braccio prosegue la sua corsa verso il basso e incrocia il corpo, il peso passa tutto sulla gamba avanzata, la gamba dietro si stacca da terra.
La terza posa è quella che separa un lancio vero da uno finto. Il corpo è già partito, il braccio no. In quella torsione si vede l'energia che si accumula.
I tempi
Per un lancio energico, a 24 fps, una base di partenza è questa:
- carica, 12–18 fotogrammi, con un piccolo tenuto alla massima estensione;
- dal passo al rilascio, 4–6 fotogrammi, molto rapidi;
- seguito, 8–12 fotogrammi, con un rallentamento progressivo;
- assestamento finale, 6–12 fotogrammi.
Il passaggio dalla carica al rilascio va animato su uno, perché le distanze percorse dal braccio sono grandi. Nel fotogramma del rilascio, un leggero smear del braccio o della mano può aiutare l'occhio.
Il seguito
Il seguito, o follow through, è indispensabile. Un braccio che si ferma subito dopo aver lanciato sembra colpire un muro invisibile. Deve continuare la sua corsa, rallentare e fermarsi in basso, spesso dalla parte opposta del corpo. Il peso deve proseguire in avanti, e il personaggio può fare un piccolo passo per non perdere l'equilibrio.
L'oggetto
Dopo il rilascio, l'oggetto diventa autonomo. Segue una parabola, con le regole viste per la palla che rimbalza: rallenta salendo, accelera scendendo. All'uscita dalla mano ha la velocità massima, quindi i primi disegni sono molto distanti tra loro.
L'oggetto lanciato deve partire nella direzione verso cui si muoveva la mano nell'istante del rilascio. Se la mano va in avanti e verso il basso, l'oggetto non può partire verso l'alto. È un errore che sembra ovvio, ma capita spesso quando si animano corpo e oggetto separatamente.
Il peso dell'oggetto
Lanciare un sasso, un pallone da basket o un sacco di patate richiede gesti diversi. Un oggetto leggero si lancia con il braccio e il polso, una carica breve. Un oggetto pesante richiede una carica lunga, spesso con entrambe le mani, una rotazione completa del corpo e un seguito che trascina il personaggio in avanti.
Il pubblico capisce il peso dell'oggetto dalla fatica del corpo che lo lancia, prima ancora di vedere la traiettoria. Animate il lancio di un oggetto invisibile, solo il corpo. Se lo spettatore indovina quanto pesava, l'esercizio è riuscito.


