I cartoni animati in guerra, quando gli studi servirono la propaganda

Dal Paperino antinazista di Der Fuehrer's Face al soldato Snafu scritto dal dottor Seuss, fino ai film d'istruzione militare. Gli anni in cui l'animazione si arruolò.

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Nelle ore successive all'attacco di Pearl Harbor, nel dicembre del 1941, un reparto dell'esercito americano entrò negli studi Disney di Burbank. La struttura fu trasformata in un presidio per la difesa antiaerea della vicina fabbrica Lockheed, con soldati alloggiati nei teatri di posa. Nei mesi successivi lo studio di Biancaneve dedicò gran parte del proprio lavoro a commesse militari e governative.

Fu un fenomeno generale. Durante la Seconda guerra mondiale l'animazione di quasi tutti i paesi coinvolti fu mobilitata, con esiti che vanno dal capolavoro comico al documento imbarazzante.

Film per insegnare

La parte più ampia e meno visibile di questa produzione fu didattica. L'animazione era ideale per spiegare il funzionamento di un motore, la lettura di una mappa, le procedure di sicurezza, il riconoscimento degli aerei nemici. Per questi film non servivano personaggi celebri, ma chiarezza grafica.

Gli studi americani produssero centinaia di film di addestramento per esercito e marina. La Disney realizzò anche film per il Tesoro, come The New Spirit del 1942, in cui Paperino spiega agli americani l'importanza di pagare le tasse per finanziare la guerra, e film per le campagne sanitarie in America Latina. Nel 1943 lo studio produsse Victory Through Air Power, un lungometraggio che sosteneva le teorie del bombardamento strategico di Alexander de Seversky.

Paperino contro il Führer

Il cortometraggio più famoso di quegli anni resta Der Fuehrer's Face, del 1943. Paperino sogna di vivere nella Nutziland nazista, dove deve avvitare bulloni sulle granate in una catena di montaggio sempre più veloce, mangiare pane di segatura e salutare ritratti di Hitler. Si sveglia nel suo letto, con una statuina della Libertà sul davanzale, e la abbraccia. La canzone del titolo, già incisa da Spike Jones, era diventata un successo. Il film vinse l'Oscar.

La Disney realizzò anche Education for Death, del 1943, una cupa ricostruzione dell'indottrinamento di un bambino tedesco, e Reason and Emotion, dello stesso anno.

Il soldato Snafu

Alla Warner nacque un personaggio destinato solo ai militari. Private Snafu era un soldato pasticcione che faceva tutto sbagliato, mostrando per contrasto come comportarsi. I suoi cortometraggi, inseriti in un notiziario cinematografico per le forze armate, avevano un linguaggio più spinto di quello consentito nelle sale civili. Molti episodi furono scritti da Theodor Geisel, il futuro dottor Seuss, che prestava servizio nell'unità cinematografica dell'esercito, e diretti dai registi della Warner, da Chuck Jones a Friz Freleng a Bob Clampett.

Anche Bugs Bunny partecipò allo sforzo bellico, invitando a comprare buoni del Tesoro e beffando nemici caricaturali.

Stereotipi e ferite

Rivisti oggi, molti di questi film mettono a disagio. Le caricature dei giapponesi in particolare, nei cartoni americani di quegli anni, sono costruite su stereotipi razziali violenti. Anche le rappresentazioni dei tedeschi e degli italiani sono grossolane, benché in misura diversa. Le case di produzione hanno ritirato da tempo dalla circolazione alcuni titoli o li presentano con avvertenze storiche.

Sono comunque documenti importanti per capire come la propaganda usasse il linguaggio del cartone animato, con la sua capacità di ridicolizzare e semplificare.

Le altre trincee

Anche gli altri paesi mobilitarono gli animatori. In Gran Bretagna il ministero dell'Informazione commissionò film a diversi studi, fra cui quello appena fondato da John Halas e Joy Batchelor. In Canada Norman McLaren realizzò brevi film per le campagne di risparmio. Nell'Unione Sovietica gli studi produssero cortometraggi satirici contro l'invasore.

In Germania il ministero di Goebbels, consapevole del successo dei cartoni americani, fondò nel 1941 una società per la produzione di animazione, con l'ambizione di competere con la Disney. I risultati furono limitati e la guerra ne interruppe presto i piani.

Per l'animazione americana il conflitto ebbe effetti duraturi. Gli studi impararono a lavorare su commissione, con budget ridotti e tempi stretti, e il linguaggio del film didattico animato si sviluppò al punto da diventare un genere. Molti artisti che avevano lavorato per l'esercito portarono quell'esperienza nel dopoguerra, nella pubblicità, nei film industriali e nella televisione nascente.

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