Annie Awards 2020, Klaus vince sette premi su sette e il disegno torna in cima
Alla Royce Hall di Los Angeles il film di Sergio Pablos fa il pieno, J'ai perdu mon corps vince tra gli indipendenti. Una serata in cui il 2D ha battuto i colossi in computer grafica.

Sette candidature, sette statuette. Klaus di Sergio Pablos è uscito dalla quarantasettesima edizione degli Annie Awards, sabato 25 gennaio alla Royce Hall dell'UCLA, senza lasciare nulla sul tavolo: miglior film d'animazione, regia, storyboard, animazione dei personaggi, character design, scenografia e montaggio. Per un lungometraggio disegnato a mano, prodotto in Spagna e distribuito da Netflix, è un risultato che negli anni scorsi sarebbe sembrato fantascienza.
Il ritorno della matita, con un'illuminazione nuova
Il motivo per cui Klaus ha convinto i votanti dell'ASIFA-Hollywood, l'associazione che assegna i premi, sta tutto nel suo aspetto. Pablos, che aveva lavorato come animatore alla Disney negli anni d'oro del rinascimento disneyano, ha fondato a Madrid lo studio SPA e ha passato anni a cercare una risposta a una domanda precisa: che cosa sarebbe diventata l'animazione tradizionale se l'industria americana non l'avesse abbandonata? La risposta è un disegno a mano sul quale lo studio applica luci e ombre volumetriche, che danno ai personaggi un peso e una profondità quasi scultorei senza tradire il tratto.
La storia, un postino svogliato spedito in un villaggio artico dove incontra un falegname solitario, reinventa l'origine di Babbo Natale con un tono da commedia e un finale che commuove senza ricatti. È però la superficie a fare la differenza. Ogni inquadratura mostra che la matita sa ancora sorprendere, a patto di investire nella ricerca tecnica con la stessa serietà che gli studi americani riservano alla computer grafica.
La doppia vittoria personale di Pablos, premiato per la regia e per lo storyboard, sottolinea il carattere d'autore del film.
Una mano in fuga per Parigi
Il premio per il miglior lungometraggio indipendente è andato a J'ai perdu mon corps (I Lost My Body) di Jérémy Clapin, prodotto dalla francese Xilam e anch'esso distribuito da Netflix. Il film, che aveva già vinto il Grand Prix della Semaine de la Critique a Cannes, segue una mano mozzata che attraversa Parigi alla ricerca del corpo a cui apparteneva, mentre in parallelo si racconta la storia del giovane Naoufel. Il disegno è malinconico, sobrio, molto attento alla luce delle città. Agli Annie ha conquistato anche i premi per la sceneggiatura e per la musica, firmata da Dan Levy.
Con Klaus e J'ai perdu mon corps il 2D europeo ha portato a casa dieci premi nelle categorie dedicate al lungometraggio. Frozen 2 della Disney si è dovuto accontentare degli effetti speciali e del doppiaggio.
Il corto più bello viene dal Portogallo
Tra i cortometraggi ha vinto Uncle Thomas: Accounting for the Days (Tio Tomás, a contabilidade dos dias) della portoghese Regina Pessoa, coprodotto da Ciclope Filmes, dall'ONF canadese e dalla francese Les Armateurs. Pessoa disegna con un segno che ricorda l'incisione, tutto bianchi e neri graffiati, e qui lo usa per un ritratto affettuoso di uno zio che ha segnato la sua infanzia. Il premio per il miglior film di studenti è andato a The Fox & The Pigeon, realizzato allo Sheridan College in Canada.
La televisione, tra cavalli depressi e topi classici
Nelle categorie televisive il miglior programma per adulti è stato BoJack Horseman, mentre Tuca & Bertie di Lisa Hanawalt ha vinto per la sceneggiatura. Bob's Burgers si è aggiudicato il premio per il doppiaggio. Per il pubblico dei bambini ha vinto Disney Mickey Mouse, la serie di corti che rilegge con grafica spigolosa e ritmo frenetico il Topolino degli anni Trenta, premiata anche per la regia. Carmen Sandiego ha vinto per il character design e per lo storyboard, Ask the Storybots tra le produzioni prescolari. Love, Death & Robots ha raccolto quattro premi tecnici.
Il conteggio finale ha un vincitore netto anche sul piano industriale. Netflix ha portato a casa più della metà dei premi in palio, e due dei suoi titoli di punta sono film disegnati. Resta da vedere se il segnale verrà raccolto da chi decide i budget a Hollywood. Intanto, per una sera, la matita ha battuto i render.


