Annecy 2026, Cristal a The Violinist e tre premi per Le Corset di Louis Clichy

Alla cinquantesima edizione vince a sorpresa il film di Ervin Han e Raúl García, coprodotto anche dall'Italia. Le Corset prende giuria, pubblico e Fondation Gan, Hertzfeldt il Cristal del corto.

Louis Clichy at 2026 Cannes Film Festival
Immagine: John Sears · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Alla vigilia nessuno lo dava per favorito. The Violinist (La Violoniste), diretto da Ervin Han e Raúl García, è il primo lungometraggio di Singapore ad arrivare in competizione ad Annecy, e sabato 27 giugno se n'è andato con il Cristal del lungometraggio. Il film è una coproduzione tra Singapore, Spagna e Italia, con Altri Occhi tra i produttori, e attraversa quasi otto decenni di storia del Sud-est asiatico. Due amici d'infanzia, entrambi violinisti di talento, crescono tra Singapore e la penisola malese a partire dal 1929 e vedono le loro vite spezzate dalla guerra e dall'occupazione giapponese.

Un Cristal tra disegno e computer

Per la tecnica, The Violinist combina un'animazione disegnata a mano, elegante e misurata, con elementi realizzati in computer grafica. Va detto che Singapore non produceva un lungometraggio d'animazione da una quindicina d'anni, e un premio di questo peso, alla cinquantesima edizione del festival, cambia la visibilità di un'intera industria. Il film ha vinto anche il premio SACEM per la miglior colonna sonora di un lungometraggio, premio piuttosto naturale per una storia costruita attorno a due violini.

Le Corset, l'acquerello che ha convinto tutti

Se il Cristal è stato una sorpresa, il film più amato della settimana è stato un altro. Le Corset di Louis Clichy, distribuito all'estero come Iron Boy, ha raccolto il premio della giuria, il premio del pubblico e il premio della Fondation Gan per la distribuzione. Clichy, già coregista dei due film di Astérix realizzati con Alexandre Astier, firma qui il suo primo lungometraggio da solo e racconta una storia che lo riguarda da vicino. Christophe ha undici anni, vive in una fattoria della Beauce e, dopo una serie di cadute inspiegabili, il medico gli impone un corsetto di metallo per tenerlo dritto. Da lì, tra la musica e l'incontro con una ragazza di nome Clara, comincia la fine della sua infanzia.

Il film è animato in 2D, con un tratto a inchiostro e campiture ad acquerello: il lavoro si fa su tavoletta, ma ogni segno cerca il gesto del pennello. Il pubblico di Cannes lo aveva già visto in maggio, quando aveva ricevuto il premio speciale della giuria di Un Certain Regard.

Il premio Paul Grimault è andato a Decorado dello spagnolo Alberto Vázquez, che allarga in un lungometraggio il mondo inquieto del suo corto omonimo.

Contrechamp, un fumetto e un esordio

Il Grand Prix del Contrechamp è andato a Blaise di Dimitri Planchon e Jean-Paul Guigue, adattamento della lunga serie a fumetti dello stesso Planchon, mentre il premio della giuria della sezione è andato a Une aube nouvelle (A New Dawn), esordio alla regia del giapponese Yoshitoshi Shinomiya, coprodotto con la francese Miyu Productions e realizzato con un forte lavoro artigianale.

Hertzfeldt e il resto del palmarès

Nei cortometraggi il Cristal è andato a Paper Trail (Trace écrite) di Don Hertzfeldt, autore che da più di vent'anni dimostra quanto lontano possa arrivare un disegno ridotto all'osso. Il premio della giuria, il premio del pubblico e il premio SACEM per la musica di un corto sono andati a Dieu est timide di Jocelyn Charles. L'Alexeïeff-Parker ha premiato Les Pelures d'estomac di Étienne Bonnet, il premio per un'opera prima Please della svedese Anna Mantzaris, il premio Off-Limits Core Dump di Alona Rodeh.

Il Cristal per la produzione televisiva è andato a La Grande Rêvasion di Rémi Durin, prodotto da Autour de Minuit. Il premio della giuria per una serie è andato a Takopi's Original Sin di Shinya Iino, quello per uno speciale a Le Chant des orages di Caroline Attia, il premio del pubblico a Les Groos di David Mirailles. Tra i film su commissione ha vinto Mal aimé, realizzato da Illogic Studio.

Fra i diplomi il Cristal è andato a Ball Face di Laurence Thérien, realizzato al Royal College of Art di Londra; il premio della giuria a Les Dernières braises di Léa Pulini, realizzato alla Poudrière di Valence, e il premio Lotte Reiniger a Gently di Jamaica Kindlová, della FAMU di Praga.

L'edizione si era aperta il 21 giugno, con due settimane di ritardo rispetto alle abitudini, perché le date consuete coincidevano con il vertice del G7 in Alta Savoia. Lo slittamento non ha tolto nulla a un palmarès in cui il disegno a mano, tra Singapore, la Beauce e il Giappone, occupa molti dei posti che contano.

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