Weathering With You, Makoto Shinkai sceglie la pioggia e due ragazzi contro il mondo

Tre anni dopo Your Name, Shinkai torna con una storia d'amore adolescente in una Tokyo che non smette di piovere. Il film è più ruvido e più coraggioso del previsto, anche se non sempre equilibrato.

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Immagine: Moyan Brenn from Italy · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Che cosa si fa dopo un film come Your Name? Makoto Shinkai ha risposto nel modo più prevedibile e insieme più rischioso: ha ripreso gli stessi ingredienti, cioè due adolescenti, un fenomeno soprannaturale, una Tokyo fotografata in ogni riflesso e le canzoni dei Radwimps, e li ha spinti verso una conclusione che molti spettatori non si aspettano. Tenki no ko, uscito nelle sale giapponesi il 19 luglio con Toho, è il suo film più spigoloso, e a tratti il più disordinato.

Un fuggiasco e una ragazza del sole

Hodaka Morishima ha sedici anni ed è scappato di casa da un'isola al largo della costa. Arriva a Tokyo nel pieno di un'estate in cui piove ogni giorno, finisce i pochi soldi in fretta e trova un posto da dormire e un impiego presso Keisuke Suga, che manda avanti una piccola rivista di misteri e leggende metropolitane insieme alla nipote Natsumi. Fra un articolo sui fenomeni paranormali e l'altro, Hodaka incontra Hina Amano, orfana, che vive sola con il fratellino Nagi. Hina ha un dono: quando prega, sopra di lei il cielo si apre e torna il sole.

I due ne fanno un piccolo commercio. Un'ora di sereno per un mercatino delle pulci, per uno spettacolo di fuochi d'artificio, per chi ha un evento da salvare. Questa parte centrale è la più luminosa del film, nel senso letterale. Shinkai monta le richieste dei clienti come una sequenza di videoclip, con la città che si asciuga e brilla, i panni stesi, le facce al sole. Funziona perché lo spettatore capisce presto che il sereno ha un prezzo, e che a pagarlo sarà Hina.

Tokyo sotto l'acqua

Il vero protagonista però è la pioggia. CoMix Wave Films conferma un livello tecnico che oggi ha pochi confronti nell'animazione 2D: gocce che rimbalzano sull'asfalto, pozzanghere che riflettono le insegne, nuvole gonfie come sculture. La differenza rispetto al passato è che la città appare meno da cartolina. Shinkai mostra internet café, vicoli sporchi, alberghi a ore, adulti che approfittano dei ragazzi. Il romanticismo resta, ma poggia su un mondo che non protegge nessuno.

Alcune scelte stonano. Hodaka trova una pistola in un vicolo e la trama la usa come detonatore, con un effetto più meccanico che drammatico. I marchi commerciali inquadrati con insistenza, dalle bibite alle catene di fast food, finiscono per distrarre. E la polizia, che insegue i ragazzi nella seconda metà, è disegnata come un ostacolo da videogioco più che come un'istituzione credibile.

Contro l'equilibrio del mondo

Il terzo atto è dove il film si gioca tutto, e dove dividerà il pubblico. Senza rivelare troppo, Shinkai mette Hodaka davanti a una scelta fra la ragazza che ama e il tempo atmosferico di un'intera città, e prende posizione con una nettezza che pochi film per il grande pubblico si permettono. Chi ha visto Your Name come una favola consolatoria sulla catastrofe evitata troverà qui una specie di risposta polemica. Il regista sembra dire che gli adulti hanno già rovinato il clima e che non spetta a due ragazzi rimediare con il proprio sacrificio.

È una tesi discutibile, e il film la porta avanti con l'enfasi di sempre, con le canzoni dei Radwimps che entrano a volume pieno nei momenti chiave e una corsa finale che sfiora il sovraccarico. Eppure proprio questa mancanza di misura gli dà un'energia che i film più levigati non hanno. Rispetto a Your Name l'intreccio è meno ingegnoso e i personaggi secondari sono più sbozzati (Natsumi meritava di più, Nagi è un piccolo seduttore simpatico ma usato come spalla). In compenso Shinkai ha smesso di cercare l'approvazione di tutti, e per un autore arrivato a questo livello di popolarità non è poco.

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