Annecy 2025, l'Ungheria in vetrina e ventuno lungometraggi in concorso
Dall'8 al 14 giugno il festival guarda all'animazione ungherese, premia Groening, Gondry e Joanna Quinn e mette in gara Chomet, Arco, Little Amélie e il sardo Balentes.

Tulipani, rose e cuori presi dai ricami di Kalocsa, una linea che guarda alle xilografie giapponesi del Settecento, i colori della bandiera ungherese. Il manifesto del Festival international du film d'animation d'Annecy 2025, firmato dall'illustratore e animatore Raman Djafari, che vive e lavora a Berlino, dice già molto dell'edizione che si apre domenica 8 giugno e si chiude sabato 14. Il paese ospite è l'Ungheria, e chi conosce un po' la storia dell'animazione sa che la scelta non ha bisogno di giustificazioni.
Una scuola che ha fatto storia
L'animazione ungherese ha avuto nel Novecento una delle sue stagioni più ricche in Europa, tra le produzioni del Pannónia Filmstúdió, il cinema d'autore e una tradizione di corti premiati nei festival di tutto il mondo. Annecy le dedica nove programmi curati da Anna Ida Orosz, dell'archivio cinematografico del National Film Institute ungherese, pensati per accompagnare il pubblico dalle origini fino alla produzione di oggi. A questo si aggiungono gli incontri al Mifa, il mercato che corre in parallelo al festival. Per il disegno a mano è un'occasione rara, perché buona parte di quel patrimonio è difficile da vedere su grande schermo fuori dall'Ungheria.
Tre Cristal d'onore
Annunciati ad aprile, i Cristal d'onore alla carriera di quest'anno vanno a tre nomi molto diversi fra loro. Matt Groening, creatore dei Simpson e di Futurama, frequentatore abituale del festival, sarà presente con Matt Selman e David Silverman per una serata dedicata alla famiglia di Springfield. Michel Gondry, regista che ha sempre attraversato il confine tra cinema dal vero e animazione, riceverà il premio nel corso del festival. Infine Joanna Quinn, l'autrice britannica di Girls Night Out e Britannia, una delle animatrici a mano più libere e riconoscibili della sua generazione.
La competizione ufficiale
I lungometraggi selezionati, resi noti il 23 aprile, sono ventuno: dieci nella competizione ufficiale, undici nel Contrechamp. In gara per il Cristal c'è Sylvain Chomet, l'autore di Appuntamento a Belleville, con un film dedicato a Marcel Pagnol, A Magnificent Life. C'è Arco di Ugo Bienvenu, opera prima di un fumettista che arriva ad Annecy dopo la proiezione speciale a Cannes, e c'è Little Amélie or the Character of Rain di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han, tratto dal romanzo autobiografico di Amélie Nothomb sulla sua infanzia in Giappone.
Completano la selezione Allah Is Not Obliged di Zaven Najjar, dal romanzo di Ahmadou Kourouma, Death Does Not Exist del canadese Félix Dufour-Laperrière, ChaO del giapponese Yasuhiro Aoki, The Last Blossom di Baku Kinoshita, il cinese Into the Mortal World di Zhong Ding, Dandelion's Odyssey di Momoko Seto, che combina riprese scientifiche e animazione digitale, e Olivia and the Invisible Earthquake di Irene Iborra, in passo uno.
Il Contrechamp e un film sardo
Nella sezione Contrechamp spicca, per noi, Balentes di Giovanni Columbu, l'unico titolo italiano fra i ventuno lungometraggi in gara. Accanto a lui ci sono il canadese Endless Cookie di Seth e Peter Scriver, Space Cadet del musicista e regista Kid Koala, l'australiano Lesbian Space Princess di Emma Hough Hobbs e Leela Varghese, il messicano The Great History of Western Philosophy di Aria Covamonas, costruito a collage, il sudcoreano The Square di Kim Bo-sol, il dominicano Olivia & the Clouds di Tomás Pichardo Espaillat, il brasiliano Nimuendajú di Tania Anaya, il giapponese Jinsei di Ryuya Suzuki, il tedesco Memory Hotel di Heinrich Sabl e il film collettivo Tales from the Magic Garden.
Alla serata di apertura è prevista la prima mondiale di The Girl Who Cried Pearls di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski, prodotto dal National Film Board of Canada. Il palmarès verrà annunciato il 14 giugno. Fino ad allora, la sensazione è di una selezione in cui il disegno ha parecchie carte da giocare, soprattutto nella competizione principale.


