Il foglio macchina, come si legge e si compila un exposure sheet

Una griglia di righe e colonne che per decenni ha tenuto insieme suono, disegni e movimenti di camera. Cos'è il foglio macchina e perché serve ancora nell'era digitale.

Illustrazione per l’articolo: Il foglio macchina, come si legge e si compila un exposure sheet
Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Ogni riga è un fotogramma. Questa è la prima cosa da sapere sul foglio macchina, che gli anglosassoni chiamano exposure sheet o più brevemente x-sheet. Il resto è organizzazione: un modulo verticale, diviso in colonne, che dice all'operatore di ripresa quale disegno fotografare in ogni singolo fotogramma, su quale livello, con quale movimento di camera.

La struttura di base

Un foglio macchina tradizionale copre in genere 80 o 96 fotogrammi, cioè circa quattro secondi a 24 fps, a seconda dello standard dello studio. Le righe sono numerate dall'alto in basso, e una linea più marcata segna di solito ogni 8 o ogni 16 fotogrammi, per facilitare la lettura.

Le colonne, da sinistra a destra, seguono un ordine abbastanza costante:

  1. Azione, uno spazio in cui l'animatore annota cosa succede: «gira la testa», «prende il bicchiere», «blink».
  2. Dialogo o suono, con la lettura della traccia sillaba per sillaba, allineata ai fotogrammi.
  3. Livelli, una colonna per ogni livello di rodovetro o di disegno, numerati dal più basso al più alto. Qui si scrive il numero del disegno da esporre.
  4. Fondale, il riferimento allo sfondo.
  5. Istruzioni di camera, con carrelli, panoramiche, zoom, dissolvenze, indicati con il loro inizio e la loro fine.

Come si scrive un disegno

Nella colonna di un livello si scrive il numero del disegno nella riga in cui compare per la prima volta. Se lo stesso disegno resta esposto per i fotogrammi successivi, si tira una linea verticale verso il basso fino a quando arriva il disegno seguente.

Così un'animazione su due appare come una sequenza regolare: disegno 1 sulla riga 1, linea sulla riga 2, disegno 3 sulla riga 3, linea sulla riga 4, e così via. Da qui la convenzione di numerare i disegni con i numeri dispari quando si lavora su due: in caso si decida di passare a uno, i numeri pari sono già liberi per gli intercalari aggiuntivi.

Una casella vuota, o segnata con una X, indica che in quel fotogramma il livello non mostra nulla.

Dialogo e sincronia

La colonna del suono è il motivo principale per cui il foglio macchina esiste. Prima di animare un dialogo, la traccia veniva letta fotogramma per fotogramma e trascritta nel foglio. L'animatore poteva così vedere, riga per riga, dove cadeva ogni sillaba, ogni accento, ogni pausa.

Un buon foglio di dialogo riporta anche le pause di respiro e le accentuazioni, sottolineate o scritte più grandi. Sono indicazioni di recitazione, non solo di sincronia.

Le istruzioni di camera

Le indicazioni di camera si scrivono nella colonna di destra. Un carrello in avanti, per esempio, si segna con una freccia o una parentesi verticale che va dal fotogramma di inizio a quello di fine, con l'indicazione dei campi di partenza e d'arrivo (il campo è la misura della porzione di disegno inquadrata). Accanto si annota se il movimento parte e arriva con un rallentamento.

Anche le dissolvenze, le sovrimpressioni e gli effetti ottici trovano spazio qui, con la loro durata in fotogrammi.

Perché serve ancora

Nei software digitali la timeline orizzontale ha sostituito il foglio cartaceo in molti flussi di lavoro. Eppure diversi programmi professionali, come Toon Boom Harmony e TVPaint, offrono una vista xsheet verticale, e molti animatori la preferiscono. Il motivo è pratico. In verticale si vedono più livelli e più fotogrammi contemporaneamente, si leggono i numeri dei disegni, si capisce subito dove ci sono tenute lunghe o cambi bruschi.

Per chi lavora da solo, compilare un foglio macchina a mano prima di animare è un esercizio di pianificazione utilissimo. Obbliga a decidere il timing di ogni azione in anticipo, a contare i fotogrammi, a pensare quanti disegni serviranno. Un quarto d'ora con matita e foglio può evitare un pomeriggio di correzioni sulla timeline.

foglio macchinaexposure sheetx-sheettimingproduzione

Leggi anche

Ogni venerdì nella tua casella

L’animazione 2D, una lettera alla volta