Annecy 2024, il Portogallo ospite d'onore e ventitré film in gara
Dal 9 al 15 giugno il festival celebra cent'anni di animazione portoghese con il manifesto di Regina Pessoa. In concorso Laguionie, Naoko Yamada, Zilbalodis e The Glassworker.

Cento anni di animazione portoghese, cinquanta dalla Rivoluzione dei garofani. Il Festival international du film d'animation d'Annecy, in programma dal 9 al 15 giugno, ha scelto il Portogallo come paese ospite proprio nell'anno in cui le due ricorrenze si sovrappongono, e ha affidato l'immagine dell'edizione a una delle autrici più amate dal pubblico del festival, Regina Pessoa.
Il manifesto di Regina Pessoa
Per Pessoa è il secondo manifesto di Annecy, dopo quello del 2015. Chi conosce Tragic Story with Happy Ending o Uncle Thomas ritroverà la sua mano, fatta di neri profondi e figure che sembrano incise più che disegnate. Al centro dell'immagine c'è una donna, che l'autrice ha dedicato alle eroine rimaste senza nome; intorno compaiono il fado e i garofani rossi, simbolo della rivoluzione del 25 aprile 1974. Pessoa terrà anche una masterclass nel campus del Mifa, il mercato che si svolge in parallelo al festival.
Il focus sul Portogallo si articola in sette programmi di film, curati da esperti diversi, ai quali si aggiungono incontri e uno spazio dedicato al paese durante il mercato. Per chi in Italia conosce l'animazione portoghese soprattutto attraverso i corti passati nei festival, sarà l'occasione per vederne la storia intera, dai pionieri fino alla generazione cresciuta attorno a cooperative e piccoli studi indipendenti.
La competizione ufficiale
I lungometraggi in gara, annunciati a fine aprile, sono ventitré: dodici nella competizione ufficiale e undici nel Contrechamp. L'apertura, domenica 9 giugno, è affidata a La Plus Précieuse des marchandises di Michel Hazanavicius, primo film d'animazione del regista di The Artist, ambientato durante la Shoah e tratto dal romanzo di Jean-Claude Grumberg. Il film corre anche per il Cristal.
Per chi segue il disegno a mano ci sono almeno tre appuntamenti. Jean-François Laguionie, che a 84 anni è il regista più anziano in concorso, presenta Slocum et moi, distribuito all'estero come A Boat in the Garden. Naoko Yamada, autrice di A Silent Voice, porta The Colors Within. Da Tokyo arriva anche Totto-Chan: The Little Girl at the Window di Shinnosuke Yakuwa, tratto dal libro di memorie di Tetsuko Kuroyanagi. Completano il programma giapponese Ghost Cat Anzu di Yoko Kuno e Nobuhiro Yamashita e The Imaginary di Yoshiyuki Momose, prodotto dallo Studio Ponoc.
Il resto della selezione mescola tecniche e provenienze. Ci sono le marionette di Claude Barras con Sauvages e quelle di Adam Elliot con Memoir of a Snail, il lettone Gints Zilbalodis con Flow, la spagnola María Trénor con Rock Bottom, Into the Wonderwoods dei francesi Vincent Paronnaud e Alexis Ducord, il cinese The Storm di Yang Zhigang.
Contrechamp, dal Pakistan al Bangladesh immaginato
La sezione Contrechamp, quella delle opere meno allineate, è forse la più curiosa per chi ama l'animazione 2D. C'è The Glassworker di Usman Riaz, presentato come il primo lungometraggio disegnato a mano prodotto in Pakistan, atteso da anni dopo una lunga lavorazione indipendente. C'è Sultana's Dream della spagnola Isabel Herguera, ispirato al racconto utopico che Rokeya Sakhawat Hossain scrisse nel 1905, in cui le donne governano e gli uomini stanno chiusi in casa. Dal Giappone arriva The Birth of Kitaro: The Mystery of GeGeGe di Goh Koga, prequel del celebre personaggio di Shigeru Mizuki.
Completano la sezione, fra gli altri, l'ungherese Pelikan Blue di László Csáki, il ceco Living Large di Kristina Dufková, lo spagnolo Black Butterflies di David Baute, il filippino The Missing di Carl Joseph Papa e il canadese Sunburnt Unicorn di Nick Johnson, unico titolo nordamericano fra i ventitré. Nove film su ventitré vengono dall'Asia, cinque dal solo Giappone.
Che cosa aspettarsi
Ad Annecy le previsioni valgono poco, e quest'anno ancora meno. La competizione principale mette uno accanto all'altro autori molto affermati e opere prime, tecniche artigianali e computer, cinema per famiglie e film per adulti. Sarà interessante vedere se la giuria guarderà al disegno, come è successo l'anno scorso, o a una delle tante strade alternative che la selezione propone. Lo sapremo sabato 15 giugno, alla cerimonia di chiusura.


