Annecy 2018, il Brasile ospite d'onore e dieci lungometraggi in gara per il Cristal
Dall'11 al 16 giugno il festival dell'Alta Savoia omaggia l'animazione brasiliana e il rapporto con la musica. In concorso Hosoda, Cartoon Saloon, Nina Paley e un esordio sulla Cambogia.

Ventitré lungometraggi da ventitré paesi diversi. È il numero con cui il festival di Annecy ha presentato la selezione 2018, e dice già parecchio di un'edizione che, dall'11 al 16 giugno, prova ad allargare lo sguardo ben oltre i soliti poli produttivi. Dieci film sono in concorso per il Cristal, gli altri fuori concorso, e sette dei ventitré portano la firma di almeno una regista.
Brasile e musica, i due fili conduttori
Il paese d'onore è il Brasile. Non è una scelta di cortesia. Negli ultimi anni l'animazione brasiliana ha prodotto lungometraggi d'autore capaci di girare il mondo, a partire da O menino e o mundo di Alê Abreu, passato proprio da Annecy con grande successo. Il programma prevede proiezioni speciali, incontri e una presenza consistente dell'industria brasiliana al Mifa, il mercato che si tiene in parallelo al festival. In concorso c'è Tito e os pássaros di Gustavo Steinberg, Gabriel Bitar e André Catoto Dias, fiaba politica su un bambino e un'epidemia di paura, disegnata con un tratto pittorico e molto materico.
Il secondo tema è il rapporto tra musica e cinema d'animazione, declinato tra concerti, film musicali e incontri. È un filo che a Annecy si tende facilmente, visto quante colonne sonore memorabili sono nate dal dialogo tra compositori e animatori. L'apertura è affidata a Dilili à Paris di Michel Ocelot, ambientato nella Parigi della Belle Époque, e tra gli eventi speciali è attesa la proiezione di Incredibles 2 di Brad Bird.
Il concorso, cinque titoli da tenere d'occhio
Il concorso del lungometraggio è uno dei più vari degli ultimi anni. Questi i titoli che ci incuriosiscono di più per chi segue l'animazione disegnata.
- Mirai di Mamoru Hosoda. Arriva dalla Quinzaine des réalisateurs di Cannes e racconta un bambino di quattro anni che incontra la sorellina neonata in versione adolescente, arrivata dal futuro. Hosoda torna alla dimensione familiare di Wolf Children.
- The Breadwinner di Nora Twomey. Il film di Cartoon Saloon, candidato all'Oscar quest'anno, segue una bambina di Kabul costretta a fingersi maschio sotto i talebani. In Francia uscirà con il titolo Parvana.
- Funan di Denis Do. Esordio francese ambientato nella Cambogia dei Khmer rossi, nato dai ricordi della madre del regista. È il film meno conosciuto del concorso e forse proprio per questo il più atteso dagli addetti ai lavori.
- Seder-Masochism di Nina Paley. L'autrice di Sita Sings the Blues torna con una rilettura dell'Esodo e delle origini del patriarcato, realizzata in gran parte da sola, con la consueta libertà grafica e una buona dose di provocazione.
- Gatta Cenerentola di Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Alessandro Rak e Dario Sansone. Il film napoletano della Mad Entertainment, già passato a Venezia, è l'unico titolo italiano in gara.
Completano la competizione Okko et les fantômes di Kitarō Kōsaka, il cileno La casa lobo di Cristóbal León e Joaquín Cociña (stop-motion dipinta, già premiata alla Berlinale), il canadese Wall di Cam Christiansen, dal testo di David Hare, e il colombiano Virus tropical di Santiago Caicedo, tratto dal fumetto autobiografico di Powerpaola.
Fuori concorso, il Giappone delle registe
Tra i film fuori concorso spiccano due nomi giapponesi. Liz and the Blue Bird di Naoko Yamada, che lo scorso anno era in gara con A Silent Voice, e Maquia di Mari Okada, sceneggiatrice al suo primo film da regista. Ci saranno anche The Tower di Mats Grorud, sui campi profughi palestinesi in Libano, e Chris the Swiss di Anja Kofmel, documentario animato sulla morte di un giornalista svizzero durante la guerra in Croazia.
Il programma completo dei cortometraggi, dei film di fine studi e delle opere televisive è consultabile sul sito del festival. Torneremo a raccontare la settimana a palmarès annunciato.


