Annecy 2016, Courgette vince il Cristal e Laudenbach porta il disegno sul podio
Il Cristal va alla stop-motion di Claude Barras, ma il premio della giuria premia La jeune fille sans mains, un lungometraggio disegnato quasi in solitudine. Il palmarès dell'edizione 2016.

Sabato sera, al Bonlieu, il nome più atteso è arrivato puntuale. Ma vie de Courgette di Claude Barras ha vinto il Cristal del lungometraggio e il premio del pubblico, chiudendo la quarantesima edizione del festival di Annecy (13-18 giugno) con un doppio riconoscimento che pochi avrebbero scommesso di vedere sfuggire al film. È stop-motion, pupazzi dagli occhi enormi e una sceneggiatura firmata da Céline Sciamma. Per chi segue il disegno animato, però, la notizia sta un gradino sotto.
Il premio della giuria a un film fatto a mano
Il premio della giuria per il lungometraggio è andato a La jeune fille sans mains di Sébastien Laudenbach. Chi l'ha visto in sala sa perché la scelta pesa. Laudenbach ha lavorato quasi da solo, senza storyboard tradizionale, con un segno che si accende e si spegne sulla pagina e lascia intravedere il bianco tra un tratto e l'altro. La fiaba dei Grimm diventa così una cosa fragile e fisica, dove la mano del disegnatore resta visibile in ogni fotogramma. In un concorso che metteva in fila produzioni molto diverse, dal neozelandese 25 April allo spagnolo Psiconautas di Pedro Rivero e Alberto Vázquez, fino a Window Horses di Ann Marie Fleming, la giuria composta da Tiphaine de Raguenel, Bruno Coulais e Sarah Smith ha voluto premiare il film più radicale sul piano del gesto.
Il festival, del resto, aveva aperto con La tortue rouge di Michael Dudok de Wit, altro lavoro in cui la linea conta più di tutto. La Francia era il paese d'onore e il programma lo ha mostrato in lungo e in largo, con retrospettive e incontri. Una coincidenza felice, vista la nazionalità dei due film più premiati.
I corti, tra memoria e incisione
Il Cristal del cortometraggio è andato a Une tête disparaît di Franck Dion, coproduzione franco-canadese. Racconta di un'anziana che, nonostante la memoria la abbandoni, si mette in viaggio da sola verso il mare come ogni anno. Il film tratta la demenza con un'ironia surreale che evita il patetico, e la giuria presieduta da Brenda Chapman (con Éric Libiot e Shuzo John Shiota) lo ha preferito a titoli molto forti.
Tra questi c'era Vaysha, l'aveugle di Theodore Ushev, che si porta a casa il premio speciale della giuria e quello della giuria junior. La storia della ragazza che vede con un occhio il passato e con l'altro il futuro ha un segno che richiama la linoleografia, e conferma Ushev come uno degli autori più riconoscibili del cinema d'animazione canadese. Il pubblico ha invece scelto Peripheria di David Coquard-Dassault, viaggio in un quartiere popolare abbandonato e abitato da cani randagi, che vince anche il premio André Martin per il corto francese.
Da segnalare il premio Jean-Luc Xiberras per l'opera prima a An Ordinary Blue Monday della sudafricana Naomi van Niekerk, la musica originale premiata in Beast! di Pieter Coudyzer e il premio Fipresci a How Long, Not Long di Michelle e Uri Kranot.
Scuole, televisione e commissioni
Il Cristal del film di fine studi è andato all'olandese Depart at 22 di Wiep Teeuwisse, mentre il premio della giuria nella stessa sezione è stato assegnato a Le Balcon di David Dell'Edera, realizzato in Ungheria. Menzione per Frankfurter Str. 99a di Evgenia Goster.
Sul fronte televisivo, il Cristal per una produzione TV è andato a Stick Man di Jeroen Jaspaert e Daniel Snaddon, special britannico tratto dal libro di Julia Donaldson. La serie danese Lili di Siri Melchior ha ottenuto il premio della giuria, e Stéphane Aubier e Vincent Patar si sono portati a casa il premio per lo special con La rentrée des classes, nuovo capitolo di Panique au village. Nei film di commissione ha vinto il collettivo Moth con un episodio animato della rubrica Modern Love del New York Times.
Resta un'ultima nota. Il premio André Martin per il lungometraggio francese è andato ad Adama di Simon Rouby, mentre il premio Fondation Gan per un work in progress ha scelto Croc-Blanc di Alexandre Espigares, un progetto ancora in lavorazione che da oggi ha qualche occhio in più puntato addosso.


