Storyboard Pro, come si passa dalla sceneggiatura all'animatic in un solo programma
Pannelli, camere, suono e montaggio nello stesso file. Storyboard Pro di Toon Boom ha cambiato il modo in cui gli storyboard artist preparano un film o una serie.

Per decenni lo storyboard è stato una parete. Fogli appesi in fila, puntine, frecce disegnate a pennarello per indicare i movimenti di macchina, e un regista che camminava avanti e indietro raccontando il film a voce. Poi qualcuno fotografava i disegni, li montava con una traccia audio provvisoria e nasceva l'animatic, il primo vero test del ritmo. Storyboard Pro, sviluppato da Toon Boom, ha concentrato tutti questi passaggi in un'unica applicazione.
Pannelli, scene e sequenze
La struttura del programma ricalca quella del lavoro reale. Il film o l'episodio è diviso in sequenze, le sequenze in scene, le scene in pannelli. Ogni pannello è un disegno, ma può contenere più livelli: lo sfondo separato dal personaggio, il personaggio separato dagli effetti. Questa separazione sembra un dettaglio, ma diventa fondamentale quando si inizia a muovere la camera.
Sotto ogni pannello ci sono campi di testo per azione, dialogo, note per l'animazione e indicazioni tecniche. Chi ha lavorato con i moduli cartacei degli storyboard ritrova la stessa logica, solo più ordinata. Le note si possono poi esportare in PDF secondo layout standard da consegnare allo studio che realizzerà l'animazione.
La camera e lo spazio
Uno degli aspetti che più distinguono Storyboard Pro da un semplice programma di disegno è la gestione della camera. Si possono definire carrelli, panoramiche, zoom e rotazioni su ogni pannello, e il programma calcola il movimento durante la riproduzione. Lo storyboard artist vede subito se una panoramica dura troppo o se un taglio è troppo brusco.
Il software permette anche di lavorare in uno spazio tridimensionale. I livelli 2D possono essere disposti a profondità diverse e la camera vi si muove attraverso, creando parallasse. Si possono importare modelli 3D semplici come riferimento per ambienti complessi, utili per mantenere coerenti le proporzioni di una stanza o di una strada da un'inquadratura all'altra. Il risultato resta un lavoro grafico, ma con una solidità spaziale difficile da ottenere sulla carta.
L'animatic dentro il programma
Il vero salto riguarda il tempo. In Storyboard Pro ogni pannello ha una durata, e la timeline permette di aggiungere tracce audio con dialoghi registrati, musica provvisoria ed effetti. Lo storyboard diventa così un animatic senza uscire dal programma. Si regola la durata di un pannello trascinandolo, si aggiungono transizioni, si sposta una battuta di qualche fotogramma per migliorare un tempo comico.
Questo cambia anche il dialogo con il regista. Le revisioni avvengono guardando il film in movimento, e le correzioni si fanno direttamente sul file condiviso. Nelle produzioni seriali è comune che l'animatic approvato venga esportato verso Harmony, dove le scene arrivano già con durata, camera e disegni di riferimento. L'animatore parte da lì.
Chi lo usa e cosa serve per impararlo
Lo usano soprattutto gli studi che producono serie televisive e lungometraggi, ma è diffuso anche nel cinema dal vivo e nella pubblicità, dove servono storyboard rapidi e chiari. Chi aspira a lavorare come storyboard artist nell'animazione seriale troverà spesso Storyboard Pro tra i requisiti degli annunci.
Il programma è più semplice di Harmony, e un disegnatore lo padroneggia in tempi ragionevoli. La parte difficile resta un'altra. Il software accelera il lavoro, ma non insegna a scegliere un'inquadratura, a rispettare la regola dei 180 gradi, a gestire il ritmo di una scena d'azione o a far leggere con chiarezza un'emozione su un volto disegnato in pochi tratti. Per questo molti storyboard artist consigliano di continuare a fare thumbnail su carta, piccoli e veloci, prima di aprire il programma.
Esistono alternative. Alcuni lavorano con programmi di disegno generici e montano l'animatic in un software di editing video, altri usano strumenti per tablet. Per chi entra in una pipeline professionale, però, conoscere Storyboard Pro resta uno dei modi più diretti per parlare la stessa lingua dello studio.


