Tavoletta grafica o display a penna, cosa serve davvero a chi anima in 2D

Pressione, dimensioni, schermo integrato o no, ergonomia. Una guida ragionata per scegliere lo strumento di input più adatto all'animazione digitale senza farsi guidare dalla moda.

A young girl drawing by using graphics tablet; August 2020 (01)
Immagine: MIKI Yoshihito · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

La prima volta che si disegna su una tavoletta grafica senza schermo la mano va in una direzione e la linea sembra andare in un'altra. Si guarda il monitor, si traccia sulla superficie nera sul tavolo, e il cervello impiega qualche giorno a collegare le due cose. Poi, quasi all'improvviso, la coordinazione arriva. Molti animatori professionisti lavorano così da anni e non cambierebbero mai.

Due famiglie di strumenti

Gli strumenti di input per il disegno digitale si dividono in due grandi categorie. Le tavolette grafiche sono superfici sensibili alla penna, senza schermo: si disegna sul tavolo e si guarda il monitor. I display a penna sono schermi su cui si disegna direttamente, come su un foglio. A queste si aggiungono i tablet autonomi, come l'iPad o alcuni tablet Android e Windows, che contengono anche il computer.

Ogni categoria ha pregi e difetti. La tavoletta è più economica, occupa poco spazio e permette di tenere la schiena dritta guardando un monitor all'altezza degli occhi. Il display a penna offre un'esperienza più naturale, perché la mano disegna dove appare la linea, ma costringe a piegare il collo verso il basso per ore. Il tablet autonomo è portatile, ma ha uno schermo più piccolo e dipende dalle app disponibili.

Cosa conta per l'animazione

Per l'animazione alcune caratteristiche pesano più di altre. La prima è la precisione della penna. Gli animatori disegnano molte linee simili, spesso sottili, e un ritardo o un tremolio del cursore si nota subito. Conviene provare lo strumento prima di acquistarlo, se possibile, tracciando linee lente in diagonale per verificarne la stabilità.

La seconda è la sensibilità alla pressione. Quasi tutti i modelli attuali offrono livelli di pressione più che sufficienti. Conta di più la curva di risposta, cioè quanto la linea si ingrossa all'aumentare della forza, che si può regolare nei driver.

La terza riguarda i tasti e i comandi. Nell'animazione si usano continuamente alcune funzioni: avanti e indietro tra i fotogrammi, attivazione dell'onion skin, annulla, riproduzione. Avere tasti programmabili sulla tavoletta o sulla penna, oppure una piccola tastiera aggiuntiva, accelera molto il lavoro.

La questione delle dimensioni

Non sempre più grande significa migliore. Una tavoletta molto ampia richiede movimenti del braccio estesi, che stancano. Una troppo piccola costringe a gesti minuti e a ingrandire continuamente il disegno. Per l'animazione, che alterna tratti ampi e dettagli, una dimensione media è spesso il compromesso più usato.

Con i display a penna vale un ragionamento simile, ma entra in gioco anche lo spazio sulla scrivania. Un display grande va sistemato su un supporto regolabile, altrimenti diventa ingombrante e scomodo.

L'ergonomia, spesso dimenticata

Gli animatori passano molte ore a disegnare, e i problemi a polso, spalla e collo sono frequenti nel mestiere. La scelta dello strumento dovrebbe partire da qui. Chi ha già dolori cervicali forse si troverà meglio con una tavoletta e un monitor all'altezza giusta. Chi preferisce il display a penna dovrebbe investire in un supporto che permetta di inclinarlo, come un tavolo da disegno.

Contano anche le pause, la posizione della sedia, l'illuminazione. Nessuno strumento compensa una postura sbagliata mantenuta per anni.

Marche e mercato

Il mercato è dominato da alcune aziende storiche, affiancate da produttori più recenti con proposte meno costose. Le differenze di qualità esistono, ma si sono ridotte. Per chi comincia, un modello economico di buona marca è sufficiente per imparare. Si potrà sempre passare a qualcosa di più adatto quando si saprà esattamente che cosa serve.

Un consiglio pratico. Prima di acquistare, verificare la compatibilità dei driver con il proprio sistema operativo e con il software di animazione scelto. Problemi di riconoscimento della pressione o di ritardo sono più comuni di quanto si creda, e risolverli dopo l'acquisto può essere frustrante.

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