Il rodovetro, storia del foglio trasparente che ha fatto l'animazione del Novecento

Inchiostrato sul fronte, dipinto sul retro, fotografato sopra un fondo. Il cel è stato per decenni il cuore della produzione animata, fino all'arrivo del colore digitale.

Winsor McCay (1918) The Sinking of the Lusitania - signed cel (shadow of U-Boat)
Immagine: Winsor McCay · Public domain · Wikimedia Commons

In italiano si chiama rodovetro, ed è diventato il termine con cui in Italia si chiamano i fogli su cui per buona parte del Novecento sono stati colorati i personaggi animati. Gli anglofoni dicono cel, abbreviazione di celluloid. È l'oggetto simbolo dell'animazione classica, oggi ricercato dai collezionisti.

Un'invenzione che separa i livelli

Nei primi anni dell'animazione ogni fotogramma veniva disegnato per intero, sfondo compreso. Era un lavoro immenso, e produceva immagini che tremolavano, perché il fondo ridisegnato non era mai identico. La soluzione arrivò negli anni Dieci del Novecento, quando Earl Hurd, lavorando con lo studio di John Randolph Bray, brevettò l'uso di fogli trasparenti su cui disegnare le figure in movimento da sovrapporre a uno sfondo fisso.

L'idea cambiò la produzione. Lo sfondo si dipingeva una volta sola, su carta, e sopra si alternavano i fogli trasparenti con i personaggi. Si potevano sovrapporre più strati: un personaggio fermo su un rodovetro, la sua bocca che parla su un altro, un secondo personaggio su un terzo. Il limite era lo spessore: ogni foglio aggiunto alterava leggermente i colori sottostanti, e per questo il numero di strati veniva tenuto basso.

Dal disegno al foglio trasparente

Il disegno dell'animatore, su carta, doveva essere trasferito sul rodovetro. Per decenni questo compito è stato svolto a mano nei reparti di inchiostrazione. Le inchiostratrici, quasi sempre donne, ricalcavano con il pennino ogni linea sul fronte del foglio trasparente, con una precisione notevole. Poi il foglio passava al reparto di colorazione.

La colorazione avveniva sul retro. Si stendevano colori opachi a base d'acqua, gouache o vernici specifiche, riempiendo le aree delimitate dalle linee. Dipingere sul retro permetteva di avere linee nitide sul fronte e superfici di colore uniformi. Ogni studio aveva i suoi colori, spesso prodotti internamente, e un sistema di riferimento per garantire che un personaggio avesse sempre la stessa tinta.

Negli anni Sessanta la fotocopiatura sostituì in molti casi l'inchiostrazione manuale. Disney la introdusse su larga scala con La carica dei 101, uscito nel 1961. Il disegno dell'animatore veniva trasferito direttamente sul rodovetro, con un tratto più grezzo e vicino alla matita originale. Il risultato era più economico e dava al film un aspetto diverso, più graffiante.

Il materiale

I primi fogli erano in nitrato di cellulosa, infiammabile e instabile. In seguito si passò all'acetato di cellulosa, più sicuro. I fogli venivano forati con lo stesso sistema di registro della carta da animazione, così da restare allineati durante la ripresa sotto la telecamera.

Il rodovetro aveva difetti noti. Si graffiava facilmente, raccoglieva polvere e impronte, e i colori potevano screpolarsi o staccarsi nel tempo. Molti cel storici sono arrivati a noi danneggiati, e il restauro è un campo specializzato.

La fine di un'epoca

Il colore digitale ha reso superfluo il rodovetro. A partire dalla fine degli anni Ottanta i disegni hanno cominciato a essere scansionati e colorati al computer. Disney sviluppò con Pixar un sistema chiamato CAPS, impiegato già in una scena finale di La sirenetta e poi su intere produzioni dall'inizio degli anni Novanta. Altri studi adottarono soluzioni diverse, come Toonz. Nel giro di un decennio la maggior parte dell'industria abbandonò il rodovetro.

Alcuni artisti continuano a usarlo per lavori personali, mostre o produzioni che cercano un aspetto artigianale. Il mercato dei cel originali è vivace, e quelli dei film classici hanno valori molto alti. Per chi li osserva da vicino resta una lezione: dietro ogni fotogramma c'era il lavoro di molte mani, quasi tutte rimaste anonime.

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