Roberto Catani vince il Gran Premio di Ottawa con Il burattino e la balena

Il corto disegnato a mano dall'autore marchigiano conquista il massimo premio per i cortometraggi al festival canadese, e con esso l'accesso alla corsa agli Oscar.

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Immagine: Manfred Werner (Tsui) · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Tra Urbino e Ottawa ci sono quasi settemila chilometri, ma sabato 27 settembre la distanza si è accorciata parecchio. Alla 49ª edizione dell'Ottawa International Animation Festival, uno degli appuntamenti più autorevoli del mondo per l'animazione d'autore, il Gran Premio per il miglior cortometraggio è andato a Il burattino e la balena di Roberto Catani. Il riconoscimento rende il film eleggibile per l'Oscar al miglior cortometraggio d'animazione.

Un Pinocchio senza nome

Il film dura poco più di otto minuti e non ha dialoghi. Racconta la storia di un burattino dalla sua nascita fino alla decisione, incerta, di seguire l'esempio del padre e creatore. Il riferimento a Pinocchio è evidente, ma Catani usa la figura collodiana come punto di partenza per un discorso più aperto sul conformismo, sul rapporto tra individuo e società, sul diventare umani.

La giuria canadese ha sottolineato proprio questo equilibrio. Nella motivazione ha lodato il modo in cui immagine, movimento e suono lavorano come elementi alla pari, senza che uno prevalga sugli altri, e la scelta di servirsi di un personaggio universalmente noto per porre domande lasciandole aperte allo spettatore.

Pastelli a olio, gessi e puntasecca

La tecnica è quella che Catani pratica da sempre: animazione tradizionale su carta bianca, disegno dopo disegno. Ogni fotogramma è realizzato con oilbar, una sorta di pastello a olio pensato per dipingere direttamente sulla carta, insieme a gessi, pastelli e puntasecca. Ne nasce un'immagine vibrante e materica, in cui il segno non sta mai fermo e la superficie del foglio resta visibile, come in un'incisione animata.

Accanto a Catani, che firma regia, sceneggiatura, fotografia e animazione, hanno lavorato Mariangela Malvaso al montaggio e Enrico Ascoli e Matteo Milani a musica e suono. Il film è una coproduzione italo-francese tra Withstand Film e Miyu Productions, che ne cura anche la distribuzione internazionale. Prima di Ottawa era stato presentato nella sezione Orizzonti della Mostra di Venezia nel 2024.

Un autore da riscoprire

Nato a Jesi nel 1965, Catani è una delle figure più riconoscibili dell'animazione d'autore italiana, anche se il grande pubblico lo conosce poco. I suoi cortometraggi La sagra, del 1998, e La funambola, del 2002, hanno girato festival di tutto il mondo e hanno fissato uno stile fatto di immagini oniriche, metamorfosi continue e un segno ruvido e caldo. Dalla fine degli anni Ottanta insegna disegno animato alla Scuola del Libro di Urbino, dove si è formata una parte consistente della generazione di animatori italiani che oggi lavora in Europa.

Il premio canadese arriva dunque a coronare un percorso lungo e coerente, costruito lontano dalle logiche industriali e con tempi di lavorazione che solo il disegno a mano conosce.

Il resto del palmarès

Il Gran Premio per il miglior lungometraggio è andato a La mort n'existe pas del canadese Félix Dufour-Laperrière, con una menzione d'onore a La gran historia de la filosofía occidental di Aria Covamonas. Il premio del pubblico è stato assegnato a S the Wolf di Sameh Alaa, che ha vinto anche quello per la sceneggiatura. Tra gli altri riconoscimenti, Rakugaki del giapponese Ryo Orikasa è stato giudicato il miglior corto narrativo, mentre Les bottes de la nuit di Pierre-Luc Granjon ha vinto tra i film per il pubblico dai sette anni in su.

Per l'animazione italiana è una delle soddisfazioni più grandi degli ultimi anni. Ora l'attenzione si sposta sulla stagione dei premi americani, dove un corto disegnato a mano da un autore marchigiano avrà le carte in regola per farsi notare.

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