Late Afternoon, una tazza di tè e il mare della memoria di Emily
Il corto di Louise Bagnall per Cartoon Saloon, presentato al Galway Film Fleadh, racconta la demenza senile dall'interno, con la voce di Fionnula Flanagan e un'animazione che si scioglie come acqua.

Un biscotto inzuppato troppo a lungo si spezza e cade nella tazza. È un incidente minimo, di quelli che a tavola fanno sorridere, e in Late Afternoon basta a spalancare una porta. Emily, anziana, seduta nella sua poltrona con il tè del pomeriggio, scivola dentro quel piccolo naufragio e si ritrova bambina su una spiaggia, poi ragazza innamorata, poi giovane madre. Nel presente c'è una donna di nome Kate che si prende cura di lei. Emily non sa chi sia.
Il cortometraggio di Louise Bagnall, prodotto da Nuria González Blanco per Cartoon Saloon, è stato presentato in prima assoluta il 15 luglio al Galway Film Fleadh. Dura poco meno di dieci minuti e affronta un tema che il cinema tratta spesso con la mano pesante, la demenza, scegliendo di stare dalla parte di chi la vive. Non vediamo Emily dall'esterno, come un caso clinico o un peso per la famiglia. Stiamo dentro la sua testa, dove il tempo ha smesso di procedere in fila.
L'acqua come grammatica
La trovata di Bagnall è visiva prima che narrativa. I ricordi di Emily non arrivano con stacchi di montaggio o dissolvenze convenzionali: la stanza si liquefà, i contorni colano, il tè diventa mare. L'acqua è il filo che tiene insieme tutto il film, dalle spiagge dell'infanzia alle superfici che si increspano ogni volta che la mente della protagonista perde l'appiglio sul presente. Il passaggio da un'epoca all'altra avviene per metamorfosi, con le forme che si trasformano l'una nell'altra senza interruzioni, ed è una scelta che solo l'animazione disegnata può permettersi con questa naturalezza.
Lo stile resta in apparenza semplice. Figure dai contorni morbidi, colori pastello, pochi dettagli negli ambienti. Il lavoro è in digitale (Cartoon Saloon usa TVPaint per l'animazione dei personaggi), ma le texture lasciano affiorare una grana pittorica che tiene il film lontano dalla levigatezza del cartone televisivo. Chi conosce The Secret of Kells o Song of the Sea ritroverà la cura grafica dello studio di Kilkenny, applicata qui a una storia intima e quotidiana, senza folletti né leggende celtiche.
Una voce che basta
Fionnula Flanagan presta la voce a Emily, e non ha molto da dire. Qualche parola, qualche esitazione. Ma il timbro dell'attrice irlandese dà alla protagonista una dignità che il disegno da solo faticherebbe a trovare, e quei pochi momenti di dialogo con Kate risultano più dolorosi proprio perché sono così cortesi. Emily ringrazia, sorride, risponde come si risponde a un'estranea gentile. Lo spettatore capisce prima di lei chi abbia davanti, e il film lascia che questa distanza faccia il suo lavoro senza sottolinearla con la musica o con primi piani insistiti.
Bagnall ha raccontato di essersi ispirata alle sue due nonne. Si sente. Late Afternoon ha la precisione delle cose osservate da vicino: il modo in cui le mani di un'anziana stringono una tazza, l'attenzione eccessiva per un dettaglio insignificante, la serenità improvvisa che arriva quando un ricordo felice prende il sopravvento.
Dove inciampa
Qualche riserva c'è. La struttura a ricordi successivi, per quanto fluida, segue una cronologia abbastanza prevedibile, e lo spettatore attento intuisce presto dove il film vuole arrivare. Il finale, che non anticipiamo, cerca una riconciliazione che rischia di addolcire un tema che di dolce ha poco. È una scelta legittima, coerente con il tono affettuoso di tutto il corto, ma qualcuno potrebbe trovarla troppo consolatoria.
Restano nove minuti di animazione di grande eleganza, in cui la tecnica è sempre al servizio di un'idea. Cartoon Saloon è nota soprattutto per i lungometraggi, ed è bello vedere che lo studio continua a dare spazio ai corti personali dei suoi artisti. Questo, con ogni probabilità, farà molta strada nei festival dei prossimi mesi.


