Oscar 2018, il disegno a mano vince con Dear Basketball, Coco prende il lungometraggio

Alla 90ª edizione degli Academy Awards il corto a matita di Glen Keane conquista la statuetta. Loving Vincent e The Breadwinner portano due film dipinti e disegnati nella cinquina dei lungometraggi.

Glen Keane
Immagine: Boungawa · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Una matita, un foglio, un giocatore di basket che ripensa alla sua carriera. Dear Basketball è il cortometraggio d'animazione premiato ieri sera, 4 marzo, alla 90ª cerimonia degli Academy Awards al Dolby Theatre di Los Angeles. Lo firmano Glen Keane e Kobe Bryant: il primo, animatore storico della Disney, ha disegnato a mano la lettera con cui il campione dei Lakers aveva annunciato il ritiro nel 2015, e John Williams ha scritto la musica. Sono pochi minuti di grafite e fogli che sembrano ancora caldi di gomma per cancellare.

Per l'animazione disegnata è una vittoria piena. Keane, che per Disney ha animato Ariel, la Bestia e Tarzan, ha costruito un film in cui la linea resta visibile, tremolante, con le correzioni lasciate in vista. Chi temeva che il 2D tradizionale fosse ormai relegato ai festival ha avuto una risposta sul palco più visto dell'anno.

La cinquina dei corti

Gli altri quattro candidati usavano tutti strumenti diversi dal disegno. Garden Party di Victor Caire e Gabriel Grapperon, nato da un gruppo di studenti francesi, segue alcune rane in una villa abbandonata con una computer grafica quasi fotografica. Lou di Dave Mullins, prodotto da Dana Murray, è il corto Pixar della stagione. Negative Space di Ru Kuwahata e Max Porter è in stop-motion e parte da una poesia sull'arte di fare la valigia. Revolting Rhymes di Jakob Schuh e Jan Lachauer adatta le filastrocche rovesciate di Roald Dahl in CG.

Nessuno di questi era un avversario debole. Il corto di Keane, però, aveva un vantaggio che va oltre la tecnica: la popolarità del co-autore e un'idea chiara, raccontata senza un fotogramma superfluo.

Lungometraggi, due outsider fatti a mano

La statuetta per il miglior film d'animazione è andata a Coco di Lee Unkrich, prodotto da Darla K. Anderson, il film Pixar ambientato nel Giorno dei morti messicano. Era il favorito e ha vinto. In gara c'erano anche Baby Boss di Tom McGrath, Ferdinand di Carlos Saldanha, The Breadwinner di Nora Twomey e Loving Vincent di Dorota Kobiela e Hugh Welchman.

Gli ultimi due sono i titoli che contano per il 2D. The Breadwinner, in Italia noto come I racconti di Parvana, è prodotto dalla irlandese Cartoon Saloon, al terzo film candidato dopo The Secret of Kells e Song of the Sea. Questa volta lo studio di Kilkenny lascia le leggende celtiche per Kabul sotto il regime talebano: una bambina si traveste da ragazzo per mantenere la famiglia dopo l'arresto del padre. Il film è tratto dal romanzo di Deborah Ellis e alterna il racconto realistico, disegnato con colori polverosi, a una favola dentro la storia, animata con figure di carta ritagliata dai colori accesi.

Loving Vincent è un caso unico. La coproduzione tra Polonia e Regno Unito ricostruisce gli ultimi giorni di Vincent van Gogh attraverso un'indagine postuma, e ogni fotogramma è un dipinto a olio realizzato a mano da una squadra di oltre cento pittori, a partire da riprese con attori. Il risultato divide: c'è chi lo considera un tour de force artigianale e chi lo trova più vicino al rotoscopio che all'animazione inventata. Resta il fatto che nessun film dipinto aveva mai raggiunto questa visibilità.

Una stagione favorevole al 2D

Due lungometraggi su cinque realizzati a mano, uno disegnato e uno dipinto, e un corto a matita vincitore. Rispetto alle edizioni precedenti il bilancio è nettamente migliore per l'animazione bidimensionale. Pesa anche la provenienza: Irlanda, Polonia, Regno Unito, Canada nei finanziamenti di The Breadwinner. L'industria europea ha trovato una strada per farsi notare dall'Academy, e la strada passa per il disegno.

Il premio maggiore resta in casa Pixar, come quasi sempre. La sorpresa positiva è che il pubblico della serata abbia visto un film nato da fogli di carta vincere, e due opere indipendenti contendere il premio ai grandi studi con armi molto diverse.

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