Mickey mousing, quando la musica imita ogni passo del personaggio animato
Il termine nasce come critica, ma descrive una tecnica precisa e un'epoca intera. Dal fischio di Steamboat Willie alle partiture di Carl Stalling, storia del suono che segue il disegno.

Nel novembre del 1928 un topo fischietta al timone di un battello a vapore. Ogni nota corrisponde a un movimento, ogni colpo di percussione a un gesto. Quando una capra mangia uno spartito, la sua coda diventa la manovella di un grammofono e il personaggio suona animali come strumenti. Steamboat Willie non fu il primo cartone animato sonoro, ma fu il primo a fare del sincronismo tra suono e immagine il centro della sua attrazione.
Da quell'esperienza deriva un termine che ancora oggi si usa nel gergo della musica per film: mickey mousing. Indica la musica che segue in modo letterale l'azione sullo schermo, sottolineando ogni movimento con un effetto musicale corrispondente. Un personaggio scende le scale e la musica scende la scala; un personaggio cade e un colpo di timpano accompagna l'impatto.
La sincronia come spettacolo
All'inizio del sonoro la sincronia era una meraviglia in sé. Il pubblico era stupito di sentire suoni legati alle immagini, e la Disney costruì su questo stupore le Silly Symphonies, una serie di cortometraggi in cui la musica guidava l'animazione. Per ottenere una sincronia perfetta gli studi svilupparono strumenti precisi: il click track, una traccia di riferimento ritmica che i musicisti ascoltavano in cuffia, e i fogli di battuta, su cui il tempo musicale veniva tradotto in fotogrammi.
L'animatore sapeva così esattamente su quale fotogramma cadeva ogni accento. Il movimento del personaggio poteva essere pianificato battuta per battuta, e la musica registrata in seguito si incastrava alla perfezione.
Carl Stalling e la partitura frenetica
Il compositore che più di tutti ha portato questa tecnica a un livello artistico è Carl Stalling. Dopo aver lavorato con la Disney nei primi anni del sonoro, passò alla Warner Bros., dove compose per oltre vent'anni la musica dei Looney Tunes e delle Merrie Melodies.
Le partiture di Stalling sono collage velocissimi. Citano canzoni popolari, brani classici, motivi della libreria musicale dello studio, cambiano tempo e tonalità ogni pochi secondi per seguire l'azione. Un titolo di canzone poteva diventare un commento ironico alla scena. Ascoltate senza immagini, queste musiche risultano frammentarie e spiazzanti; con le immagini, formano un tutto inseparabile. Negli stessi anni alla MGM Scott Bradley componeva le musiche di Tom & Jerry con una logica simile, con molti cortometraggi quasi privi di dialogo in cui l'orchestra fa da narratore.
Il termine come critica
Fuori dall'animazione, nel cinema dal vero, il mickey mousing ha acquisito una connotazione negativa. Una colonna sonora che sottolinea ogni gesto viene considerata didascalica, invadente, ingenua. Molti compositori per il cinema la evitano o la usano solo per effetti comici.
Ma nell'animazione la situazione è diversa. Il disegno animato ha bisogno del suono più del cinema dal vero, perché i suoi oggetti non hanno un rumore proprio. Un personaggio disegnato che cammina è muto; ogni passo va inventato. Il mickey mousing, in questo senso, è una forma di sonorizzazione che dà corpo e peso a figure che altrimenti ne sarebbero prive.
L'eredità
Il cartone animato classico ha mostrato una gamma di rapporti possibili tra musica e immagine. Fantasia (1940) ha capovolto il rapporto, partendo da brani esistenti e cercando di tradurne il senso in immagini, a volte astratte. L'animazione astratta di autori come Oskar Fischinger e Norman McLaren ha lavorato sulla corrispondenza tra suono e forma in senso quasi sinestetico.
Oggi il mickey mousing sopravvive nell'animazione comica, nei videoclip, nella pubblicità, spesso usato con consapevolezza ironica. Un regista può scegliere di sincronizzare una gag con precisione assoluta per esaltarne il ritmo, oppure di lasciare la musica libera di commentare in contrappunto. Sapere che esiste una terza via, quella in cui suono e immagine si muovono insieme passo per passo, fa parte della cassetta degli attrezzi di chiunque lavori con il disegno in movimento.


