La carica dei 101, la xerografia e la nascita di una Disney moderna

Con la fotocopiatura dei disegni sui rodovetri, la linea dell'animatore arriva intatta sullo schermo. La carica dei 101 cambia stile, ambientazione e tono rispetto alle fiabe precedenti.

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Immagine: Marcin Wichary from San Francisco, U.S.A. · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Guardate il contorno di un cucciolo dalmata nella Carica dei 101. È una linea nera, nervosa, leggermente irregolare, con i segni di costruzione che qua e là si intravedono. Nei film Disney precedenti quel contorno sarebbe stato ripassato a mano da un reparto di ricalcatrici, che trasformavano il disegno dell'animatore in un tratto pulito e uniforme. Nel 1961 la linea arriva sullo schermo così com'è, grazie a una macchina fotocopiatrice.

Una soluzione tecnica, un nuovo stile

Il processo di xerografia fu adattato all'animazione da Ub Iwerks, collaboratore storico di Disney fin dai tempi di Topolino. I disegni venivano trasferiti direttamente sui rodovetri, eliminando la fase di inchiostrazione manuale. La spinta era economica: dopo i costi della Bella addormentata nel bosco, lo studio aveva bisogno di produrre in modo più rapido. E un film con novantanove cuccioli maculati, ciascuno da disegnare con le sue macchie fotogramma dopo fotogramma, sarebbe stato quasi impossibile da inchiostrare a mano.

La necessità divenne linguaggio. Ken Anderson, direttore artistico, spinse il film verso un'estetica grafica, con fondali in cui il colore è steso a macchie piatte e i contorni sono tracciati sopra in modo indipendente, come in un'illustrazione da rivista. Le stesse linee nere dei personaggi compaiono negli ambienti, e il film acquista un'unità visiva molto diversa dalla pittura minuziosa degli anni precedenti. Si racconta che Walt Disney non amasse questo aspetto, ma lo studio continuò a usare la xerografia per i due decenni successivi.

Londra contemporanea

Il soggetto veniva dal romanzo di Dodie Smith del 1956, e la sceneggiatura fu scritta interamente da Bill Peet, caso raro in uno studio abituato a lavorare per comitati. La regia era firmata da Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e Clyde Geronimi.

Per la prima volta un lungometraggio Disney è ambientato nel presente. La Londra dei primi anni Sessanta, con le sue case a schiera, i parchi, le automobili, la televisione in salotto, sostituisce castelli e foreste. Rudy, compositore squattrinato, e Anita formano una coppia borghese credibile, mentre i veri protagonisti sono i loro cani, Pongo e Peggy. Il film adotta spesso il punto di vista canino: la scena di apertura, in cui Pongo osserva dalla finestra le passanti cercando una compagna per sé e una moglie per Rudy, è costruita su una serie di gag sulle somiglianze tra cani e padroni.

La televisione ha un ruolo anche narrativo. I cuccioli guardano un telefilm con il cane eroe Fulmine, e la pubblicità e i quiz televisivi entrano nella storia come parodia della cultura di massa.

Crudelia

Il personaggio che ha garantito al film la sua lunga vita è Crudelia De Mon. Marc Davis la animò come una figura spigolosa, scheletrica, avvolta in una pelliccia enorme, con i capelli divisi in bianco e nero e una sigaretta che lascia scie di fumo verdastro. Si muove a scatti, guida in modo folle, urla. La voce originale era di Betty Lou Gerson.

Crudelia non ha poteri magici né regni da conquistare. È una ricca eccentrica che vuole una pelliccia di cuccioli, e questo la rende più vicina e più disturbante di molte streghe. Il suo inseguimento finale nella neve, con l'auto che si schianta contro il furgone dei due scagnozzi Gaspare e Orazio, è una sequenza d'azione che anticipa il cinema d'animazione dei decenni successivi.

L'abbaio della sera

Il momento più originale resta la catena di latrati con cui i cani di Londra e della campagna si passano la notizia del rapimento. Da un cane all'altro, attraverso città, villaggi e fattorie, l'informazione viaggia come in una rete di telegrafi. È un'idea narrativa semplice e cinematografica, che permette di introdurre in pochi minuti una galleria di personaggi secondari, tra cui il colonnello, il sergente Tibbs e il cavallo Capitano.

La carica dei 101 segna l'inizio della Disney degli anni Sessanta, più moderna, più ironica e meno incline al sublime. Rivedendolo oggi, quella linea nera sporca e vitale sembra il segno di un cambio d'epoca.

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