Gamma Film, la fabbrica di personaggi dei fratelli Gavioli
Fondata a Milano da Roberto e Gino Gavioli con Paolo Piffarerio, la Gamma Film fu uno degli studi più prolifici di Carosello. Cavernicoli, cowboy e guardiani romani in una produzione quasi industriale.

Se si mettono in fila i personaggi animati di Carosello, una buona parte porta la stessa firma. Cowboy con il cappello a tesa larga, cavernicoli dalla clava facile, guardie romane, marinai e investigatori: dietro molti di loro c'era la Gamma Film, lo studio milanese fondato negli anni Cinquanta dai fratelli Roberto e Gino Gavioli insieme a Paolo Piffarerio.
Tre talenti complementari
Roberto Gavioli arrivava dall'ambiente dell'animazione milanese del dopoguerra e conosceva già il mestiere. Gino era un disegnatore e soggettista con una vena umoristica spiccata. Piffarerio, che sarebbe diventato noto anche come autore di fumetti, portava un segno preciso e una grande facilità nel caratterizzare i personaggi.
La combinazione si rivelò perfetta per la domanda che Carosello stava creando. Le agenzie pubblicitarie volevano personaggi riconoscibili, capaci di tornare ogni settimana, e uno studio in grado di garantire qualità costante e tempi certi. La Gamma Film offriva entrambe le cose.
Un catalogo sterminato
Tra i personaggi più celebri dello studio c'è Gringo, il cowboy dei siparietti della carne in scatola Montana, protagonista di brevi western parodistici. E poi Caio Gregorio, il guardiano del pretorio che parlava romanesco, i cavernicoli Babbut, Mammut e Figliut, Ulisse e la sua ombra e molti altri.
La varietà di ambientazioni è un tratto distintivo. La Gamma Film spaziava tra generi diversi, dal western alla commedia storica, dall'avventura marinara alla preistoria, adattando di volta in volta il registro grafico. Il denominatore comune era un umorismo diretto, popolare, costruito su caratteri ben definiti e gag dal ritmo serrato.
Uno studio organizzato
Ciò che distingueva la Gamma Film da molte botteghe dell'epoca era l'organizzazione. Lo studio arrivò a impiegare un numero considerevole di persone, con reparti dedicati alle diverse fasi della produzione: soggetto, layout, animazione, intercalazione, colorazione, ripresa. Era quanto di più vicino a un modello industriale si potesse trovare nell'animazione italiana di quegli anni.
Questa struttura permise di sostenere ritmi elevati e di formare molti giovani. Per parecchi animatori lo studio dei Gavioli fu il primo posto di lavoro e la prima vera scuola, in un paese dove non esistevano ancora corsi specifici di animazione.
Oltre Carosello
Con la fine di Carosello, nel 1977, la Gamma Film dovette ripensarsi come tutti gli studi nati per quel contenitore. I Gavioli continuarono a lavorare nella pubblicità e nell'animazione, e alcune loro creature vennero riprese anche in altri formati. Roberto Gavioli firmò anche progetti cinematografici e televisivi, mentre Piffarerio portò la sua esperienza nel fumetto.
Il patrimonio della Gamma Film è oggi oggetto di interesse da parte di archivi, collezionisti e studiosi. I cel, i disegni preparatori, i fondali raccontano un modo di produrre che univa artigianato e organizzazione, e restituiscono il gusto grafico di un'Italia in pieno boom economico.
Un'eredità popolare
Della Gamma Film si parla meno che di Bozzetto o di Luzzati, forse perché la sua produzione era dichiaratamente commerciale. Ma senza studi come questo non ci sarebbe stato il terreno su cui sono cresciuti anche gli autori più personali. I Gavioli dimostrarono che in Italia si poteva fare animazione in modo continuativo, con professionalità, e che il pubblico era pronto ad affezionarsi a personaggi disegnati nati a pochi chilometri da casa.


