Una mano mozzata vince Annecy 2019, tripletta per J'ai perdu mon corps

Il film di Jérémy Clapin prende Cristal, premio del pubblico e giuria junior. Mémorable di Bruno Collet domina i corti, Away inaugura il palmarès della nuova sezione Contrechamp.

Jeremy Clapin
Immagine: Nicolas Spiess · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Una mano tagliata scappa da un frigorifero di laboratorio e attraversa Parigi strisciando tra topi, binari e grondaie, alla ricerca del corpo a cui apparteneva. È l'immagine che più di ogni altra resterà di questa edizione del festival di Annecy, chiusa sabato 15 giugno. J'ai perdu mon corps di Jérémy Clapin ha vinto il Cristal del lungometraggio, il premio del pubblico e quello della giuria junior. Arrivava già con il Grand Prix della Semaine de la Critique di Cannes, vinto qualche settimana fa, e ha confermato tutte le attese.

Un esordio che usa il disegno per guardare da vicino

Il film, prodotto da Xilam e tratto dal romanzo Happy Hand di Guillaume Laurant, alterna due linee. Da una parte il viaggio della mano, dall'altra la storia di Naoufel, giovane fattorino di pizze che si innamora di una ragazza sentita attraverso un citofono. Clapin lavora con un'animazione dal tratto disegnato appoggiata a una base costruita in 3D, e la usa per inquadrature strettissime, dettagli, punti di vista impossibili. Il risultato ha un realismo un po' sporco, molto lontano dalla patina levigata di tanta animazione per famiglie.

Il concorso dei lungometraggi aveva diversi titoli forti in 2D. Les hirondelles de Kaboul di Zabou Breitman ed Éléa Gobbé-Mévellec, La fameuse invasion des ours en Sicile di Lorenzo Mattotti, Ride Your Wave di Masaaki Yuasa, L'extraordinaire voyage de Marona di Anca Damian. La giuria ha assegnato una menzione speciale a Buñuel après l'âge d'or di Salvador Simó, ricostruzione disegnata delle riprese di Las Hurdes tratta dal fumetto di Fermín Solís.

Contrechamp, il primo premio

Questa era anche la prima edizione con Contrechamp, la seconda competizione dedicata ai lungometraggi più singolari, nata per sostituire il fuori concorso. Il premio inaugurale è andato ad Away (Ailleurs) del lettone Gints Zilbalodis, che ha realizzato il film praticamente da solo, senza dialoghi, seguendo un ragazzo in moto attraverso un'isola inseguito da una creatura gigantesca. È animazione digitale tridimensionale e quindi fuori dal nostro perimetro, ma la scelta dice molto di cosa il festival voglia mettere in luce con la nuova sezione: autori isolati, produzioni minime, idee forti.

I corti, tra memoria e incisione

Il Cristal del cortometraggio è andato a Mémorable di Bruno Collet, che ha fatto lo stesso tris del vincitore del lungo: Cristal, pubblico, giuria junior. Un pittore anziano vede il mondo sciogliersi e deformarsi man mano che la demenza avanza, e la stop-motion di Collet si contamina di pennellate che richiamano la storia della pittura. È un film commovente senza ricatti.

Al disegno spetta il premio della giuria, assegnato a Oncle Thomas, la comptabilité des jours di Regina Pessoa, che vince anche il premio Sacem per la musica. La regista portoghese torna al suo segno inciso, nero e bianco scavato come su una lastra, per un ritratto affettuoso di uno zio che ha avuto un posto centrale nella sua infanzia. La menzione della giuria è per Pulsión dell'argentino Pedro Casavecchia, l'opera prima premiata è La pluie del polacco Piotr Milczarek.

Scuole, tv e un Cristal d'onore

Nei film di fine studi ha vinto Dcera di Daria Kashcheeva, dalla FAMU di Praga: marionette e una cinepresa a mano che sembra tremare insieme ai personaggi. Il premio della giuria della sezione è per Rules of Play di Merlin Flügel.

La televisione ha premiato ancora Stéphane Aubier e Vincent Patar, Cristal per Panique au village, la foire agricole. Più interessante per noi il premio della giuria per una serie a un episodio de Le parfum d'Irak di Léonard Cohen, e quello per lo special a La vie de château di Clémence Madeleine-Perdrillat e Nathaniel H'Limi, due lavori francesi disegnati con mano molto personale.

Il festival, che quest'anno aveva il Giappone come paese d'onore, ha consegnato infine un Cristal d'onore a Jean-François Laguionie, venuto a presentare Le voyage du prince. Il premio Fondation Gan per un work in progress è andato a Josep di Aurel, progetto sul disegnatore catalano Josep Bartolí, da seguire nei prossimi mesi.

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