Alessandro Rak e Mad Entertainment, la scuola napoletana dell'animazione per adulti
Da L'arte della felicità a Gatta Cenerentola, lo studio napoletano Mad ha dimostrato che in Italia si può fare animazione d'autore per un pubblico adulto. Ritratto di un gruppo e di una città.

Napoli piove. Un tassista guida in una città sommersa dai rifiuti, ascolta la radio, carica passeggeri che gli raccontano pezzi di vita. Ha appena saputo che il fratello, partito anni prima per il Tibet e diventato monaco buddhista, è morto. L'arte della felicità, diretto da Alessandro Rak e prodotto dallo studio napoletano Mad Entertainment, si apre così. Uscito nel 2013, è stato uno dei film che hanno cambiato il modo in cui si guarda all'animazione italiana.
Un gruppo nato a Napoli
Mad Entertainment è stata fondata a Napoli dal produttore Luciano Stella, che ha riunito un gruppo di disegnatori, animatori, sceneggiatori e musicisti. Alessandro Rak, fumettista e illustratore, ne è diventato la figura creativa di riferimento, affiancato da collaboratori come Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone.
L'idea di fondo era semplice e rischiosa. Produrre in Italia lungometraggi animati destinati a un pubblico adulto, con storie radicate nel territorio e un linguaggio visivo personale, senza imitare i modelli americani o giapponesi. Un progetto che, sulla carta, aveva poche possibilità di funzionare.
L'arte della felicità
Il primo film dello studio ha dimostrato il contrario. L'arte della felicità è una riflessione sulla perdita, sulla spiritualità, sul senso della vita, ambientata in una Napoli piovosa e malinconica. Il racconto procede per frammenti, tra presente e ricordi, con una forte componente musicale. Le canzoni, scritte da musicisti napoletani, sono parte integrante della narrazione.
Presentato alla Settimana della Critica di Venezia, il film ha ottenuto riconoscimenti importanti, tra cui il premio come miglior film d'animazione agli European Film Awards. Per un lungometraggio italiano indipendente è stato un risultato raro, che ha portato l'attenzione internazionale sullo studio.
Gatta Cenerentola
Il secondo lungometraggio, Gatta Cenerentola, uscito nel 2017 e diretto da Rak insieme a Cappiello, Guarnieri e Sansone, rilegge la fiaba di Giambattista Basile e l'opera teatrale di Roberto De Simone. La storia si svolge su una grande nave abbandonata nel porto di Napoli, dove una ragazza vive prigioniera della matrigna e delle sorellastre, mentre un boss della malavita progetta di impadronirsi del suo patrimonio.
Il film è un noir dalle atmosfere cupe, con personaggi ambigui, colori freddi e una regia che gioca con i riflessi e le memorie registrate dalla nave. Dal punto di vista tecnico unisce strumenti tridimensionali e un trattamento grafico che restituisce l'aspetto di un'animazione disegnata, con contorni e ombreggiature di sapore pittorico. Presentato nella sezione Orizzonti della Mostra di Venezia, ha ottenuto riconoscimenti anche ai David di Donatello.
Un'identità visiva
I film di Mad hanno caratteristiche riconoscibili. Atmosfere notturne, piogge, luci artificiali, un uso della musica che dialoga costantemente con l'immagine. I personaggi sono spesso figure ai margini, segnate da perdite e fallimenti. Napoli non è una cartolina ma un organismo vivo, con le sue contraddizioni.
Questo approccio ha permesso allo studio di costruire un'identità precisa in un panorama, quello del lungometraggio europeo, dove è difficile farsi notare. Le produzioni successive, come Yaya e Lennie - The Walking Liberty, hanno proseguito sulla stessa strada, con temi legati all'ambiente e alla libertà.
Cosa ha cambiato
Il caso Mad ha avuto un effetto importante sull'animazione italiana. Ha dimostrato che esiste un pubblico per l'animazione adulta prodotta in Italia, che i festival internazionali sono disposti ad accoglierla, che è possibile lavorare fuori da Milano, Roma o Torino. Ha anche contribuito a formare una nuova generazione di professionisti nel Sud.
Restano le difficoltà strutturali di un settore che fatica a trovare finanziamenti e distribuzione. Ma Napoli, grazie a questo gruppo, è diventata un nome nella mappa dell'animazione europea d'autore, e non è un risultato da poco.


